• BENESSERE
  • CINEMA
  • INCONTRI
Dieta Club
Mooovie
trova l'anima gemella
CERCA NEL SITO

Lazio nord

A Marina Velka case di nuovo invase dall'acqua. A Montalto quattro persone salvate in un campeggio

Alluvione, un incubo infinito

NOTTE di paura sul litorale viterbese per le esondazioni dei fiumi Marta a Marina Velka e del Fiora a Montalto di Castro e alla Marina.

Le piogge incessanti del pomeriggio di sabato hanno ingrossato i corsi d'acqua a monte e così durante la notte, intorno alle 2.15 l'ondata di piena ha fatto esondare i due fiumi nelle parti finali. Il Marta, uscito dagli argini ha nuovamente allagato le case di Marina Velka, la terza alluvione in undici mesi. Non c'è stato pericolo per le persone visto che era già stata emessa dal sindaco Giulivi l'ordinanza di sgombero della zona residenziale. Momenti di paura a Montalto quando il livello del Fiora all'altezza del km 111 della statale Aurelia superava i margini allagando i campi circostanti. L'acqua nel defluire andava ad ingrossare un fosso limitrofo creando una forte corrente che si infrangeva su un ponte della statale. L'acqua era ormai a pochi centimetri dal manto stradale. Sono arrivati in forze Carabinieri, Polizia, Guardia Forestale, Vigili Urbani e Protezione Civile che hanno così chiuso l'Aurelia e tutti gli accessi per circa un'ora, fino a quando il livello si è abbassato sensibilmente. Il Fiora però nello stesso tempo straripava anche a Montalto Marina nei pressi di un camping, allagando per 40 centimetri tutta la zona della stessa Marina. Quattro persone che si trovavano all'interno di un campeggio venivano portate via dai Vigili Urbani che hanno dovuto recidere una rete di un rimessaggio per portarle in salvo. Ieri mattina l'assessore provinciale alla Protezione civile Mauro Mazzola si è recato di nuovo nelle zone alluvionate insieme al consigliere regionale Giuseppe Parroncini e il quadro che si è trovato di fronte detta priorità assolute. «Già pochi giorni fa il fiume Marta aveva sommerso 7.000 abitazioni e centinaia di ettari di terreno nella fascia litoranea, oggi (ieri, ndr) è straripato ancora e la situazione in queste ore sta peggiorando. Occorre rimuovere il fango e ripristinare immediatamente le opere idrauliche, i ponticelli sono chiusi e l'acqua non defluisce, a questo punto sono indispensabili finanziamenti certi, serve urgentemente un coordinamento in loco con una figura che abbia poteri decisionali. La gente non va lasciata sola, dobbiamo stargli vicino il più possibile, facendogli capire che non li stiamo abbandonando ma che, al contrario, ci stiamo mobilitando a 360 gradi perché la situazione è grave, facendo del nostro meglio in tempi il più breve possibile». Oggi le istituzioni a tutti i livelli si incontreranno alla Regione Lazio per fare il punto della situazione. «Ognuno — spiega il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli — deve fare fino in fondo la sua parte, nei rispettivi ruoli, operando secondo le proprie competenze». La giunta ha deliberato la richiesta alla Regione Lazio dello stato di calamità per tutta la Tuscia e relativi finanziamenti. Il bilancio di circa 14,5 milioni di euro, sulla base delle richieste danni avanzata da Palazzo Gentili a tutti i Comuni, appare però superato da questo nuovo evento calamitoso. La Regione fa sapere che da questa mattina saranno attivi oltre 50 volontari provenienti da 21 associazioni di protezione civile di tutto il Lazio, il cui lavoro sarà rafforzato dall'ausilio di 8 mezzi fuoristrada, 5 mezzi speciali polifunzionali dotati di pompe, 13 tra pompe e motopompe, 5 gruppi elettrogeni, 8 idrovore, un gommone e altri mezzi speciali.









Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro