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Lazio nord

TARQUINIA Mentre si temono nuove esondazioni, i proprietari presentano il conto al sindaco

Marina Velka, protesta in comune

MENTRE il maltempo continua a imperversare sulla Tuscia, ieri mattina gli esponenti del comitato «Marina Velka senza fango» hanno portato la loro protesta e la loro disperazione al Comune di Tarquinia.

Circa 200 persone hanno aderito al comitato presieduto da Elena Maria Scopelliti. Ieri si sono presentati sotto al municipio con un paio di striscioni e slogan contro il sindaco. Giulivi ha ricevuto una delegazione formata dalla stessa Scopelliti, da due avvocati, altrettanti ingegneri, il proprietario di un bar e un residente. «Abbiamo presentato al sindaco — spiega la Scopelliti — due documenti per sensibilizzare l'amministrazione comunale sulla gravissima situazione venutasi a creare a Marina Velka. In particolare abbiamo chiesto di portare all'ordine del giorno della prossima riunione di giunta, i seguenti punti: messa in sicurezza urgente del fiume Marta, dei canali prospicienti, della foce e degli alvei; rimborsi dei danni subiti in conseguenza delle alluvioni del 15.11.2005 e del 5.12.2004; sospensione e/o soppressione del pagamento delle imposte comunali sugli immobili per i periodi interessati dagli eventi calamitosi. Il sindaco ci ha risposto che non è sua competenza la messa in sicurezza del fiume ma noi chiediamo che si faccia portavoce delle nostre necessità presso gli organi competenti. Invece non ha neppure risposto a interrogazioni in consiglio su questo argomento. Inoltre sostiene che la Regione non ha erogato un centesimo per i risarcimenti dell'alluvione del 2004 mentre a noi risulta esattamente il contrario e quindi chiediamo un rapido rimborso. Infine, il sindaco ha dichiarato finita l'emergenza una settimana dopo l'alluvione mentre invece i tombini sono tutti intasati e il rischio di una nuova alluvione è concreto, tanto che ci sono stati nuovi sgombri. Speriamo nella Provincia: l'altro giorno sono venuti gli assessori ai lavori pubblici e alla protezione civile (Piazzai e Mazzola, ndr) e si sono resi conto di come la situazione sia ancora estrememante pericolosa». «Voglio spendere anche una parola per gli sfollati — conclude il presidente del comitato — Chi ha potuto, ha trovato sistemazione presso parenti o amici. Ma una ventina di persone sono ancora in albergo. Addirittura sembrava che se ne dovessero andare poi l'assessore Serafini lo ha smentito. Però gli passano solo la colazione e non possono cucinare. C'è il dramma, e non è il solo, di un rumeno che faceva il portiere in un condominio e in un giorno ha perso casa e lavoro. Ora è in albergo con moglie e figlia piccola. Speriamo che il Comune si muova — conclude la Scopelliti — altrimenti dovremo passare alle denunce».









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