Una vicenda, però, che ha inizio due anni fa quando scatta l'inchiesta «Damasco», le indagini aperte dall'Antimafia a seguito delle rivelazioni dell'allora assessore di Forza Italia, Giovanni Izzi. Con quella inchiesta, nel febbraio 2008 l'allora prefetto di Latina, Bruno Frattasi, invia a Fondi una commissione d'accesso. I commissari, per mesi esaminano la gestione dell'amministrazione comunale, arrivando ad evidenziare pesanti condizionamenti da parte della criminalità organizzata sulla vita amministrativa della città . L'8 settembre 2008 il prefetto Frattasi chiede quindi al ministro dell'interno, Roberto Maroni, di sciogliere per mafia il consiglio comunale di Fondi. Il Viminale chiede approfondimenti ma intanto le forze di sinistra iniziano a dare battaglia in Parlamento e il «caso Fondi» assume una dimensione nazionale. All'inizio del 2009 Maroni assicura di aver accolto la richiesta del prefetto e chiesto al Governo di pronunciarsi. Ma passano altri mesi e il Consiglio dei Ministri non assume decisioni ma chiede al prefetto di riesaminare il caso alla luce della nuova normativa. Frattasi prende atto e il 18 settembre 2009 invia una nuova richiesta di scioglimento del Consiglio comunale per mafia. Il 2 ottobre il sindaco e 18 consiglieri comunale si dimettono facendo così sciogliere il consiglio e inviare a Fondi un commissario prefettizio. A quel punto il Governo non ritiene più necessario sciogliere il consiglio comunale per mafia, preferendo il il ricorso alle elezioni. Fab.Ben.
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30/03/2010