Marco Battistini Indennità di malattie infettive non erogate: nuovi ricorsi al Tribunale amministrativo di Latina. Due infermieri del reparto di Pediatria dell'ospedale «Goretti», difesi dall'avvocato Roberto Mantovano, hanno promosso nei giorni scorsi un giudizio di ottemperanza per chiedere ai giudici amministrativi la condanna dell'azienda sanitaria al pagamento delle indennità relative. I ricorrenti possono far valere le sentenze favorevoli del Tribunale ordinario, risalenti allo scorso mese di aprile. I magistrati dovranno fissare l'udienza nei prossimi giorni. La vicenda delle indennità di malattie infettive rivendicate dagli infermieri si trascina ormai da oltre un decennio. L'Asl di Latina aveva inizialmente recepito l'accordo (01/10/1998) che attribuì in particolare al personale del pronto soccorso (oltre a quello del Sert), un'indennità economica per il rischio contagio di malattie infettive nello stesso importo (10.000 lire allora, 5,16 euro oggi, ndr), e con le medesime modalità previste per gli operatori del reparto malattie infettive. Senonchè, gli effetti dell'accordo furono sospesi a partire dal 1° settembre 1999. L'Asl tolse di fatto l'indennità con la delibera del 20 settembre 2000. Nel 2004 venne quindi aperto il contenzioso al giudice del lavoro. Ben 53 dipendenti in servizio presso le diverse sedi ospedaliere del pronto soccorso, chiesero al Tribunale civile di Latina di dichiarare il diritto a riconoscere ex novo l'indennità di rischio-contagio, attribuita dalla delibera Asl 1046/1999. La svolta definitiva avvenne però una paio di anni dopo. Il 9 novembre 2006 il Tribunale accolse il ricorso dei 53 dipendenti, ripristinando l'indennità di rischio-contagio, con effetto decorrente dal momento della sospensione. Le sentenze di tre anni fa hanno incoraggiato altri infermieri ad adire le vie legali. Non ultimi quelli dei reparti di Pediatria dei vari ospedali della provincia di Latina.
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02/11/2009