Ad individuarlo è stata una motovedetta della Guardia costiera di Livorno, dotata del «Rov» (Remotely operated underwater vehicle), una piccola telecamera subacquea, che, ieri mattina, nonostante le avverse condizioni meteomarine, è riuscita ad ispezionare il relitto del «Santa Lucia» che è adagiato sul fondale delle secche di Vada, a 65 metri di profondità . Il corpo di Davide Curcio giace riverso accanto ai comandi del motore ed assieme allo sventurato giovane, nella cabina, ci sono anche i suoi due fedeli cani che facevano immancabilmente parte dell'equipaggio. Una scena straziante e commovente, quella apparsa sul monitor della telecamera, agli uomini della Guardia costiera e che ha eliminato ogni dubbio sulla fine di Davide, perito nel naufragio, assieme al padre Silverio 64enne. Nel corso dell'ispezione subacquea, l'occhio del Rov ha anche permesso di chiarire le cause dell'affondamento del «Santa Lucia», mostrando le reti del peschereccio impigliate in un grosso siluro inesploso, residuato dell'ultimo conflitto mondiale. Un elemento che ha avvalorato il racconto testimoniale fornito agli inquirenti della Capitaneria di porto di Livorno, dall'unico superstite, il 37enne Roberto Caddeo, originario della Sardegna, il quale ha raccontato come, risultati vani i tentativi di tirare sù la rete, Silverio Curcio ordinò al figlio di aumentare la potenza del motore, per cercare di disincagliarla, o quanto meno, di strapparla, ma la manovra violenta fece impennare e capovolgere il peschereccio. Ora, si attende l'arrivo di un gruppo di sommozzatori specializzati da La Spezia e, nelle prossime ore, confidando anche in un miglioramento delle condizioni marine, si procederà al recupero della salma di Davide Curcio. Intanto, sulla banchina del porto mediceo è stato deposto un mazzo di crisantemi e margherite gialle con un fiocco azzurro.
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14/01/2012