L'operazione «Annaba» - città d'origine di molti arrestati - ha però scoperto una realtà più preoccupante di un «semplice» giro di eroina. Adolescenti tra i 14 ai 16 anni, dipendenti dall'eroina o in cerca di sballo, studenti di liceo e figlie di famiglie normali, si rifornivano dai magrebini arrestati ieri dalla IV sezione della Mobile di Latina, diretta dal vice questore Cristiano Tatarelli. Il denaro dovuto - tra i 20 e i 30 euro a dose - dalle ragazze era pagato con prestazioni sessuali. Questo l'inquietante aspetto emerso dalle indagini che hanno portato all'arresto di 23 tra pusher e corrieri della droga. Tra i clienti della gang, anche vecchi «tossici» spesso «riciclati» pusher. Tra quelle ragazzine abusate di cui si parlava al telefono, anche una pontina oggi appena maggiorenne, ma che all'età di 13 anni venne indotta ad assumere la sua prima dose di eroina e costretta a subire la violenza e le minacce da tre uomini come forma di pagamento. Gli investigatori sono risaliti a lei tramite intercettazioni sugli arrestati: solo una volta contattata presso la comunità di recupero in cui è ancora ricoverata, è riuscita a denunciare tutto alla polizia. I 32enni Hicham Kadron, detto «Kamel», e Rida Allali, detto «Thuà » (il terzo uomo, identificato, sarebbe latitante) sarebbero gli aguzzini della minorenne, oltre che i leader della banda. Un anno fa, l'8 gennaio 2011, proprio Allali fu ferito a torace, addome e gambe da due connazionali, arrestati per tentato omicidio nei giorni seguenti. Le indagini partirono proprio da quel caso e ne individuarono il movente nella faida per il controllo del territorio di spaccio. Nessun vincolo associativo per la gang, perché non avveniva una divisione degli introiti ed era priva di un'organizzazione verticistica e ordinata. Il rifornimento avveniva a Castel Volturno, spesso facendo la spola in treno. Lo stesso Kadron, l'8 marzo scorso, era stato arrestato a Latina Scalo appena sceso da un Intercity: in una valigetta nascondeva 60 grammi di cocaina. A Latina spacciavano in Piazza S.Maria Goretti, Piazza del Quadrato e nelle vie limitrofe a «Palazzo di Vetro», «Latina Fiori» e autolinee di via Romagnoli. Le ordinanze emesse dal gip Tiziana Coccoluto su richiesta del sostituto procuratore di Latina, Maria Eleonora Tortora, sono state in tutto 25 (tra cui anche quella del terzo aguzzino e del fratello di uno dei fornitori di Villa Literno). Nella rete anche italiani: la 47enne Roberta Barbieri, originaria di Camerota (Caserta) e madre di Emilia e Veronica Anzovino, di 24 e 23 anni (quest'ultima ai domiciliari), il 33enne Giuseppe Della Rocca detto «Cicala», il 37enne Paolo Coppola, il 50enne romano Raffaele Pietragalla, la corese 24enne Ilaria Gattamelata e Massimiliano Fargnoli, 43enne originario di Civitavecchia. Gli altri stranieri in carcere: gli algerini Hacene Ounissi, 29enne detto «Hassan», Adblghani e Yazid Bouaouni di 40 e 32 anni, il 29enne Bilal Birrdjam, il 46enne Rabeh Saouab e il 36enne tunisino Ban Amara Sebti Khoualfia (fornitore di Villa Literno). Ai domiciliari i pontini Valentina Travali, 25 anni, Noura Hablani, 20 anni e Katia Garofano, 36 anni; Francesco Fanti, 36enne originario di Priverno; i coresi Emanuele Colizzi e Simona De Renzi, di 31 e 29 anni, e al 30enne romeno Florin Corbu. Al vaglio del Tribunale per i Minorenni di Roma ci sarebbe la posizione di un adolescente. Tutti erano residenti a Latina: tra loro, molti senza fissa dimora che trovano rifiugio negli ormai consueti casoni abbandonati di via Pastrengo, via Gorgolicino, ex Svar e ex Vetreria Laziale.
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13/01/2012