Anche se le speranze di ritrovarlo vivo sono pressoché nulle, le ricerche sono proseguite per l'intera giornata di ieri, da parte di tre motovedette della Guardia costiera di Livorno, una delle quali dotata anche di «Rov» (Remotely operated underwater vehicle), una piccola telecamera subacquea, che ha individuato il relitto del peschereccio, a circa 65 metri di profondità , restando poi impigliata nelle reti e liberata a fatica. Sul posto, anche i sommozzatori dei Vigili del fuoco di Livorno e di Roma, muniti di telecamera subacquea, che, però, non sono potuti scendere oltre una certa profondità , tanto che, nel pomeriggio, era atteso un gruppo di sommozzatori specializzati della Polizia, provenienti da La Spezia, per cercare di raggiungere il relitto del «Santa Lucia«, ed accertare se, come si teme, il corpo di Davide Curcio sia rimasto intrappolato nella cabina di pilotaggio. Intanto, già ieri, il comandante in seconda della Capitaneria di Livorno, Lorenzo Cantore, ha firmato un'ordinanza con la quale si vietano pesca ed ancoraggio, nel raggio di un miglio dal punto in cui si trova il peschereccio affondato e si raccomanda attenzione nella navigazione, nel raggio di 5 miglia. Una famiglia segnata da tragedie del mare, quella dei Curcio, che ha sempre vissuto di pesca, tramandando il mestiere di padre in figlio. Infatti, già il 13 settembre del 2003, in quello stesso tratto di mare, perì Pasquale Curcio di 68 anni, fratello di Silverio e capobarca del peschereccio «San Mauro I°», che venne travolto dal mercantile «Jolly Blu», della compagnia Messina, a 12 miglia da Piombino.
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13/01/2012