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12/01/2012, 05:30

Notizie - Latina

Latina Il questore Alberto Intini traccia il bilancio dell'anno appena trascorso

Lotta continua alla criminalità
L'operazione più eclatante il sequestro di beni per 50 milioni di euro

Stefania Belmonte
] LATINA «Una sede della Dia a Latina? Anche se sono valutazioni di tipo generale che vanno viste in un'ottica su tutto il territorio nazionale (in quanto di competenza governativa), si può dire che il contrasto al crimine organizzato si fa prima con l'aggiunta di nuovo personale e mezzi, poi altre sedi sul territorio ben vengano, se con una sicura efficacia».

Il questore Alberto Intini ha commentato così l'ipotesi di una sede distaccata della Direzione investigativa antimafia a Latina, di recente messa in campo da alcuni esponenti politici romani e pontini. Il crimine in provincia di Latina c'è, come hanno dimostrato i numeri forniti nella conferenza stampa di ieri in cui è stato tracciato un bilancio delle attività del 2011, ma come ha detto lo stesso Intini, «nonostante le difficoltà fisiologiche, comunque nella media nazionale, la questura è una macchina che funziona». Polizia di prossimità, ordine pubblico, prevenzione dei reati, ma anche il forte contrasto alla criminalità organizzata con pesanti sequestri di beni acquisiti illecitamente. Il bilancio del 2011 tracciato da Intini, subentrato al dottor Nicolò D'Angelo lo scorso ottobre, è caratterizzato proprio da quei 50 milioni di euro di beni per i quali il Tribunale ha accordato sequestri preventivi e confische: rispettivamente 16 e 34 milioni. Tra i sequestri, eseguiti dalla Divisione anticrimine a Latina, i 3 milioni a Latina a carico di Vincenzo De Rosa (immobili, veicoli e conti correnti bancari), i 7 milioni di Domenico Cardone (appartamenti, negozi, un'autorimessa, auto,quote societarie, conti correnti e depositi) e i quasi 4 milioni, a settembre, alla famiglia pontina Trotta e al socio in affari Andrea Romani (beni mobili e immobili). Tra le confische, quelle a carico dei Di Silvio-Ciarelli per ville e auto di lusso a Latina, più 25 milioni di euro di beni riconducibili a Salvatore Di Maio, a Sabaudia. La Corte d'Appello di Roma ha anche da poco confermato la confisca dei beni del fondano Massimo Anastasio Di Fazio: 17 appartamenti, 10 negozi, 4 terreni e 2 ville. Poi i dati generali: «arrestate 1.150 persone e denunciate 338 per reati che vanno dall'associazione per delinquere (anche di stampo mafioso), al traffico di droga, reati contro la persona e contro il patrimonio. Identificati dalla volante oltre 10mila persone e controllati 6.483 veicoli. La sala operativa ha risposto ad oltre 17mila chiamate». La Mobile - 135 arresti e 21 fermi - ha operato importanti indagini sul clan Ciarelli-Di Silvio, oltre che su omicidi e sui recenti episodi di intimidazione a danni di attività commerciali di Latina.

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12/01/2012










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