Complici i malanni di stagione, non c'è un posto letto nemmeno a pagarlo oro. Disagi a non finire. Siamo alle solite. Quando si verificano picchi di malattie croniche, l'ospedale locale va in affanno. Ieri mattina si contavano 45 pazienti circa ricoverati in medicina. Di essi una trentina circa occupavano un posto in reparto, che risultava stracolmo. Per altri 15 malati circa si era reso necessario trovare un ìappoggio nel reparto di chirurgia, che, di fatto, per metà veniva ad essere occupato da pazienti «estranei». Il sistema, abbastanza ricorrente, non aveva mai fatto registrare nel passato tali dimensioni. Inevitabili i disagi per gli operatori sanitari del reparto di medicina, che, avendo in carico i malati, sono costretti a fare i pendolari da un reparto all'altro, per prestare loro le cure. Le conseguenze si avvertono anche per quanto riguarda l'attività operatoria d'elezione, costretta a subire degli inevitabili ostacoli. Se non sono «appoggi», sono trasferimenti, Nel 2010 sono stati 841 i malati trasportati in altri nosocomi. In gran parte una tale intensa attività è legata alla mancanza di posti-letto. In nome di una riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale, sono stati chiusi alcuni ospedali del comprensorio («Regina Elena» di Priverno, Clinica Villa Azzurra di Terracina). In questo modo si sono cancellati decine e decine di posti letto, senza procedere a quella che sarebbe stata l'operazione più giusta: ricrearli al Fiorini di Terracina, un presidio sul quale gravita un territorio di 100 mila abitanti. L'ospedale terracinese, è rimasto praticamente con la stessa ospitalità di sempre. Quindi denuncia la sua insufficienza a coprire le esigenze del centro provincia.
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11/01/2012