Così l'assessore provinciale di Latina Fabio Martellucci, con la delega all'Urbanistica e ai Trasporti, definisce la situazione pontina rispetto ai rapporti con la Regione Lazio. Non si placa la polemica partita nei giorni scorsi con la Pisana, dopo che la governatrice del Lazio Renata Polverini dopo la sua visita al Comune di Latina aveva affermato di non sentire «da diverse settimane» il presidente Armando Cusani, che a fine anno aveva ripreso il discorso sulla realizzazione dell'aeroporto a Latina sulla già esistente struttura del «Comani». Sul caso erano intervenuti anche l'assessore ai Lavori pubblici (e vice presidente della Provincia) Salvatore De Monaco (che aveva sollevato il problema dell'incomunicabilità tra Provincia e Regione, «attaccando» l'assessore regionale Francesco Lollobrigida) e il consigliere regionale Stefano Galetto (il quale aveva invitato tutti alla calma, affermando che attaccare un ente più «alto» che ha potere decisionale è sempre sbagliato). Martellucci, dal canto suo, entra a gamba tesa nella già aspra polemica affrontando il tema del trasporto pubblico locale e sostenendo la tesi di De Monaco sulla chiusura da parte della Pisana nei confronti dell'ente di via Costa. «Rendo pubbliche le ultime vicende sul trasporto pubblico locale. Riporto i fatti, lasciando agli stessi amici di partito il compito di consigliarci come rinegoziare i rapporti con la Regione» - ha affermato Martellucci, che nel suo «report» parte dalla legge regionale 30 del 1998. «La legge attribuisce alle Province il compito di redigere il Piano di bacino del trasporto pubblico locale, un atto di pianificazione con cui ridisegnare il sistema di mobilità interno su gomma. La Provincia potrebbe esperire le procedure di gara per individuare il soggetto chiamato a gestire tale servizio. Oggi il numero di cittadini che usa i mezzi pubblici è basso: dal nostro sondaggio telefonico su un campione di circa 4.000 residenti, le motivazioni che emergono sono la modesta qualità del servizio, percorrenze non sempre funzionali al raggiungimento di strutture pubbliche essenziali, duplicazioni di corse. Dovendo ridisegnare la rete della mobilità , siamo partiti dall'analisi della domanda, incontrando associazioni di categoria, dei consumatori, le dirigenze degli istituti scolastici, nonchè tutti i sindaci. Mentre terminavamo la predisposizione di tale Piano, pronti eventualmente ad andare a gara, si è venuti a conoscenza che a fine ottobre 2011 la Regione, a differenza di quanto previsto dalla legge, ha rinnovato per 5 anni il contratto di servizio con Cotral Spa (rinnovabile per ulteriori 5). Lo ha fatto senza la necessaria programmazione, senza un vero Piano regionale. Chiesto un incontro con l'assessore regionale ai trasporti Francesco Lollobrigida, volendo mettere a disposizione della Regione uno strumento condiviso con il territorio e corrispondente alla domanda di mobilità provinciale come il nostro Piano, a distanza di 2 mesi ancora nessun appuntamento, pur sollecitato. Lo ritiene forse inutile?».
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11/01/2012