Romano Tripodi SABAUDIA L'impegno del sindaco di Sabaudia Maurizio Lucci a contrastare, per quanto è in suo potere, infiltrazioni malavitose nel territorio comunale, a cominciare da un controllo capillare di tutte le imprese che concorreranno alle future gare di appalto; il ritiro della tanto discussa delibera 134, passata alla cronaca come «delibera-bavaglio» e l'impegno a ripresentarla in una versione riveduta e corretta; la disponibilità del capogruppo di Forza Italia Alfredo Scalfati a ritirare la mozione «anti-Parco» sono i risultati eclatanti e confortanti della seduta del Consiglio comunale, la prima dopo le ferie estive, che si è conclusa a tarda notte. E tutti coloro che pensavano che, vista l'importanza dei punti all'ordine del giorno dell'assise, ci sarebbe stata una battaglia tra i membri della maggioranza e dell'opposizione, sono rimasti davvero delusi. Di fatto, in un gioco delle parti per la prima volta "alla rovescia", a fare letteralmente "bingo" sono stati, in un evento mai accaduto in un anno ed oltre di legislatura, i consiglieri del Partito democratico Franco Brugnola ed Amedeo Bianchi che, in un clima idilliaco, dove il bon ton imperava, si sono visti approvare all'unanimità , dapprima la mozione per il contrasto alle infiltrazioni malavitose e successivamente un emendamento fondamentale alla delibera per la salvaguardia della immagine di Sabaudia e dei suoi amministratori. Dal documento che è stato votato dalla Giunta il 12 agosto del 2009 e sottoposto poi ad una prima variante, su suggerimento dell'Unione Cronisti, scomparirà infatti il punto più controverso: quel comma 3 in cui si «sollecitava il sindaco ad investire efficacemente il responsabile del Servizio Avvocatura del Comune a tutelare, in ogni sede giudiziaria ritenuta pertinente l'immagine della città ed il buon nome degli amministratori con particolare riferimento alle notizie denigratorie divulgate negli ultimi tempi». Paragrafo della delibera in questione che era stato interpretato dall'Unione Cronisti di Latina e da Stampa Romana come una sorta di "intimidazione" a chi fa cronaca. Ed a questo riguardo è stato ancora una volta il primo cittadino di Sabaudia, Maurizio Lucci, dando così prova di saggezza politica e non già di debolezza, a ribadire il rispetto per la categoria, escludendo di fatto qualsiasi volontà di ingabbiarla. Il tutto è avvenuto davanti ad una folta delegazione dell'associazione «Libera» che, proprio poche ore prima, aveva inaugurato il suo nuovo presidio nella città di Sabaudia.
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26/09/2010