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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

04/09/2010, 05:30
Filiberto Zaratti scrive al prefetto di Latina Antonio D'Acunto: «verifichi la legittimità delle riduzioni forzate del flusso idrico».
Il consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà nonché ex assessore regionale all'ambiente nella giunta Marazzo, ha scritto ieri una missiva al prefetto di Latina nella quale chiede un intervento per sospendere le riduzioni del flusso operate da Acqualatina ad Aprilia. «La riduzione forzata del flusso idrico alle utenze che sta operando Acqualatina nei confronti dei cittadini di Aprilia –scrive Zaratti- rischia di determinare gravi conseguenze igienico sanitarie alla popolazione. Per questo le chiedo un suo autorevole intervento per verificare la legittimità e le conseguenze dell'operato del gestore del servizio idrico nell'Ato4». Acqualatina durante tutte l'estate ha avviato una campagna di riduzione del flusso molto pressante sul territorio di Aprilia che ha coinvolto anche alcune fasce molto delicate, come un asilo o persone diversamente abili. Dopo anche l'intervento del comitato in difesa dell'acqua pubblica, il sindaco ha deciso di inoltrare una diffida alla società, indirizzandola anche a tutte le istituzioni, compreso il prefetto, per impedire le riduzioni del flusso. La società ha risposto che le operazioni avvenivano in maniera del tutto legittima. Poi è stato il consiglio comunale ad intervenire di nuovo, dando mandato ai legali tra l'altro di avviare le procedure per riprendersi gli impianti. «E' necessario agire con estrema attenzione -continua Zaratti- perché l'interruzione o la riduzione del flusso idrico nelle case si riflette sulla salute e sulla qualità della vita dei cittadini». Zaratti chiede la convocazione di un tavolo istituzionale. Secondo il comitato acqua pubblica i distacchi possono essere praticati solo dopo la decisione di un giudice. «Non possono, secondo noi –spiega Alberto De Monaco per il comitato- esercitare in questo modo i distacchi. I cittadini tutelino i loro diritti e si ricordino che i contatori posti nel muro di cinta sono proprietà privata. Non è possibile entrare in una proprietà di un altro anche se vediamo in questa proprietà la nostra macchina che ci era stata rubata».
Riccardo Toffoli
04/09/2010