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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

03/09/2010, 05:30
Nuova accelerata nell'inchiesta della Procura di Latina sui rifiuti tossici che sarebbero stati interrati nella discarica di Borgo Montello.
I magistrati pontini hanno infatti delegato la Digos di Latina a svolgere nuove indagini sulla vicenda, su cui gli uomini della questura di Latina avevano già indagato nel 1992 quando il caso era espoloso. In quella occasione, infatti, uno degli operai della discarica pontina, appena licenziato, si era presentato spontaneamente in questura affermano che negli anni precedenti al 1992 nella discarica «Szero» di Montello erano stati interrati, di notte, molti fusti contenenti sostanze tossiche. La Digos aveva iniziato ad indagare, ascoltando anche altri operai della discarica, ma ben presto sul caso era caduto un muro di omertà. Nel 2007, poi, la Procura di Latina aveva aperto un nuovo fascicolo sul caso dopo essere venuta in possesso di uno studo dell'Enea risalente al 1996, in cui si evidenziavano grosse masse metalliche, probabilmente fusti, interrate nella discarica. Una possibilità, questa, messa in evidenza anche dal monitoraggio condotto nel giugno del 2009 dall'Istituto di vulcanalogia, su commissione della Regione e dell'Arpa di Latina. Ora la Digos intende riascoltare anche coloro che negli anni hanno lavorato nella discarica, a caccia di conferme al lavoro dei magistrati e delle dichiarazione rese nel marzo del 1993 dal pentito di camorra, Carmine Schiavone. Dall'inchiesta della Procura di Latina emergerebbe che una notevole quantità di fusti contenenti rifiuti tossici derivanti da scarichi industriali di aziende del nord Italia, sarebbe stata interrata all'inizio degli anni novanta nel sito di Montello. Quei fusti sarebbero parte del carico della Karin B, una delle nave dei veleni contenenti rifiuti tossici di aziende italiane, che nel 1988 insieme ad altre navi come la Deep Sea Carrier e la Zanoobia, era stata respinta dalla discarica di Koko, in Nigeria, a seguito dell'esplosione dello scandalo dei rifiuti tossici italiani smaltiti in Africa. Dopo grandi polemiche, le tracce dei fusti velenosi di quelle navi si erano perdute. Secondo quanto ricostruito dai magistrati pontini, parte del carico della Karin B sarebbe arrivato via mare al porto di Formia, e da qui la camorra si sarebbe servita di un personaggio pontino per fare arrivare i fusti a Borgo Montello. Intanto dovrebbero partire gli scavi nell'area in oggetto, con l'obiettivo di verificare se si siano stati effettivamente, e illegalmente, sepolti fusti contenenti rifiuti tossici.
Fabio Benvenuti
03/09/2010