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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

02/09/2010, 05:30
Cassa integrazione ordinaria, vale a dire per tredici settimane, per 260 lavoratori ex Bristol: 110 di loro saranno interessati da un procedimento «a zero ore» (paralisi totale) e gli altri, invece, effettueranno una rotazione. Il reparto più colpito è quello chimico, già fermo.
Oggi si conosceranno maggiori dettagli. È quanto emerso al termine dell'incontro tra società e sindacati avvenuto ieri presso la sede di Confindustria, a Latina. Primi "effetti collaterali" della cessione dello stabilimento pontino alla Corden Pharma. «Abbiamo chiesto un incontro al Ministero dello Sviluppo economico - spiega Armando Valiani, a capo della segreteria provinciale della Ugl chimici - affinché si faccia garante di questa vertenza, come richiesto già mesi fa. Il fatto è che Corden ha presentato il piano industriale e ha parlato di prime difficoltà; di qui il ricorso alla cassa integrazione ordinaria. Ma non sappiamo quello che potrà succedere da qui a dicembre. Siamo stanchi - conclude Valiani - di subire tutte le riorganizzazioni da parte delle società che arrivano nel nostro territorio dopo che le multinazionali hanno abbandonato tutto. È ora di dire basta e di avere risposte concrete da parte delle istituzioni, locali, regionali e nazionali. Partiamo dal presupposto che gli accordi fatti in precedenza devono essere una sorta di linea guida per quelli futuri. Da qui possiamo ricominciare a costruire un futuro migliore per i lavoratori pontini e per le loro famiglie. Il nostro obiettivo è quello di mettere in campo una strategia aziendale che possa ridurre il numero dei cassaintegrati da qua a dicembre. Ci troviamo di fronte ad una situazione drammatica, l'ennesima che ha colpito il nostro territorio e non possiamo continuare a nasconderci». Martedì è previsto un nuovo confronto tra le parti, sempre presso la sede di Confindustria del capoluogo. «Abbiamo chiesto alla società sia la rotazione dei lavoratori che l'integrazione al reddito - sostiene Roberto Cecere, segretario generale della Femca-Cisl di Latina - I vertici della Corden continuano a ripetere che non ci sono soldi, ma i lavoratori non possono di certo vivere con novecento euro al mese». Ieri pomeriggio c'è stata l'assemblea con i lavoratori. «Al termine dell'assemblea abbiamo proclamato lo stato di agitazione - conclude Cecere - Stop agli straordinari. Inoltre ci siamo riservati un pacchetto di otto ore di sciopero da effettuare, eventualmente, nei prossimi giorni a sostegno della lotta. Ci aspettavamo di mettere le mani su una situazione seria e critica, ma riteniamo che ci siano anche tutti i presupposti per rilanciare lo stabilimento di Sermoneta. Abbiamo ereditato da Bristol una situazione pesante e questi sono i primi effetti». Corden Pharma Latina, lo ricordiamo, è una società controllata da International Chemical Investors Group, un gruppo industriale europeo specializzato nel settore chimico-farmaceutico. Fondata nel 2004, ICIG ha acquisito numerose aziende chimiche e farmaceutiche, di cui 3 negli Stati Uniti e 14 in Europa, inclusa l'Italia dove è già presente con gli stabilimenti di Caponago (Milano) e Trissino (Vicenza). Attualmente ICIG impiega circa 3.000 persone. Il fatturato ammonta a 700 milioni di euro, con oltre il 50% proveniente dalle attività di chimica fine.
Alessia Freda
02/09/2010