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01/09/2010, 05:30

Notizie - Latina

Confermata la misura cautelare per il 38enne accusato di aver coltivato una piantagione di droga

Marijuana, Di Bonito resta in carcere
L'uomo è stato interrogato dal gip Iansiti negando ogni responsabilità

Silvia Colasanti Michele Di Bonito resta in carcere.

Il 38enne, arrestato perché accusato di aver coltivato una vera e propria piantagione di marijuana, nell'azienda agricola del padre, è stato interrogato, ieri mattina, presso l'istituto penitenziario di via Aspromonte, a Latina, dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo Nicola Iansiti. Il giovane - fratello di Mario Di Bonito, agli arresti domiciliari per aver avuto un ruolo nella cosiddetta faida di San Luca ed in particolare per aver partecipato alla strage di Duisburg, in Germania, il 15 agosto 2007 – ha risposto alle domande del gip spiegando che non sapeva che piantando quei semi sarebbero nate piante di marijuana. Il giudice al termine dell'interrogatorio ha convalidato l'arresto e disposto la misura cautelare in carcere. Venerdì scorso gli uomini della squadra mobile di Latina e del commissariato di Polizia di Cisterna avevano scoperto la piantagione, all'interno di una più vasta coltivazione di mais, nascosta ad occhi indiscreti, tanto che neanche il padre del ragazzo, proprietario dell'azienda agricola, avrebbe saputo della sua esistenza. Le piante erano in piena fioritura – alcune superavano anche i due metri di altezza – e sarebbero state presto essiccate per essere trasformate poi in sostanza stupefacente, oltre cento chili di droga secondo la perizia effettuata dopo il sequestro, e quindi smerciate sul mercato. Di Bonito, difeso dall'avvocato Gaetano Marino, deve rispondere di coltivazione di sostanze stupefacenti, ma le indagini degli uomini della squadra mobile di Latina, guidati dal vicequestore aggiunto Cristiano Tatarelli, non sono finite con il suo arresto. » necessario infatti adesso capire se Di Bonito abbia avuto eventuali complici e le modalità in cui sarebbe stata smerciata la droga.

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01/09/2010










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