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25/08/2010, 05:30

Notizie - Latina

Il «giallo» delle cornacchie congelate

Sabaudia Gli uccelli sono stati ritrovati sul lungomare dalla Forestale

Romano Tripodi SABAUDIA Potrebbe ispirare Dario Argento, il regista dell'horror e del brivido del cinema italiano, la scena, decisamente inquietante, in cui si sono imbattuti l'altra sera gli uomini del Corpo Forestale dello Stato in servizio di perlustrazione sul lungomare di Sabaudia. A terra, abbandonate ad una distanza di una trentina di metri l'una dall'altra, tra lo stabilimento balneare «Lilandà» e «Saporetti», c'erano - disposte in bell'ordine - le carcasse congelate di venti cornacchie grigie. Un fatto insolito e piuttosto curioso che ha immediatamente innescato una serie di ipotesi fantasiose nella città delle dune: dal segno biblico premonitore di un'apocalisse, al suicidio collettivo di animali, segno altrettanto foriero di catastrofe; alla diffusione di una malattia infettiva, fino ad arrivare ad una presunta intimidazione di stampo mafioso. Per scongiurare ogni dubbio ulteriore, le cornacchie ritrovate sulla spiaggia di Sabaudia sono state sottoposte ad autopsia. Ad una prima analisi, non sembra che siano morte per cause infettive o processi di avvelenamento. Le cornacchie non presentavano inoltre ferite d'arma da fuoco. È, quindi, più probabile che siano state catturate con delle reti da qualche contadino stanco di vedere i propri campi presi di mira dagli stormi, con conseguenti danni ai raccolti. Una volta catturate, le cornacchie sarebbero state uccise e quindi congelate, probabilmente a fini alimentari. Sul fatto di abbandonarle lungo il litorale a distanza più o meno costante, si può pensare più a un aspetto goliardico che a qualche significato nascosto. Le indagini e la raccolta di informazioni, comunque, continueranno anche in questi giorni.

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25/08/2010










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