Le accuse che, due settimane fa, avevano portato all'arresto di Giancarlo Piva, 56 anni, barista di Cisterna, e di altre due persone, ieri si sono sbriciolate davanti al Tribunale del Riesame dell'Aquila, che ha rimesso in libertà il 56enne. Piva, finito in un'inchiesta della Procura della Repubblica di Vasto, su un circolo privato della città abruzzese, dietro il quale - secondo gli inquirenti - si sarebbe nascosto un giro di escort, era stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di favoreggiamento della prostituzione. Secondo l'accusa avrebbe procacciato donnine e clienti per il locale. Già davanti al gip del tribunale di Latina, Francesca Cosentino, che lo ha interrogato per rogatoria, Piva si era però difeso sostenendo che in quel locale non vi era nulla di anomalo, ma avvenivano soltanto scambi di coppie e che lui faceva parte di una rete di scambisti che frequenta circoli in varie parti d'Italia. Il pontino aveva anche specificato che le due donne che erano con lui, una straniera e una romana, erano a Vasto solo per partecipare appunto alle attività degli scambisti. Una tesi che ha convinto i giudici del Riesame, a cui avevano fatto ricorso i legali di Piva, gli avvocati Gaetano Marino e Antonella Bellardini. Ieri i due legali hanno discusso e sostenuto le loro argomentazioni davanti al Tribunale della libertà dell'Aquila, che dopo poche ore di camera di consiglio ha rimesso il 56enne in libertà , per mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Per la stessa ragione, sempre ieri, è stato liberato anche Giuseppe Filippetti, 55enne romano, arrestato insieme a Piva e ritenuto dagli inquirenti il coordinatore di vari circoli dove sarebbe stato possibile fare sesso a pagamento.
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20/08/2010