Parole gravi, che pongono una pietra tombale sulle già malandate sorti del turismo balneare del Lazio e in particolare di quello della provincia di Latina. Da qualche anno a questa parte non ci meravigliamo più dell'ostruzionistico comportamento di Legambiente Lazio, la quale continua imperterrita ad ogni bel mezzo della stagione estiva a suonare la grancassa mediatica di un immanente «disastro ambientale» procurando, di fatto, danni di immagine ed economici alle migliaia di attività che vivono della risorsa mare. Analisi e dati confutati dall'Arpa Lazio che stimava del 97%, le spiagge balneabili della provincia di Latina e soltanto il restante 3% quelle non adatte alla balneazione, tutte poste alle foci dei fiumi e dei torrenti. Esprime la sua autorevole opinione il direttore della Segreteria Tecnica dell'Ato4, l'ing. Sergio Giovannetti. «Sono largamente taroccati i dati resi noti in questi giorni da Legambiente Lazio per quanto riguarda lo stato della depurazione delle acque e gli scarichi che avrebbero causato addirittura forme di inquinamento su gran parte del nostro litorale - tiene a precisare l'ing. Giovannetti. E' lecito pensare che Legambiente abbia pubblicizzato questi dati in malafede e senza i dovuti riscontri. Questo atteggiamento è da condannare e mi meraviglio che venga proprio da un'associazione che reputavo seria per l'impegno che mette nelle proprie iniziative a difesa dell'ambiente». Sul tema interviene anche il presidente Armando Cusani il quale sottolinea come «L'impegno fondamentale dell'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale n.4 è rivolto oggi come ieri alla salvaguardia dell'ambiente e in particolare alla tutela della qualità delle acque costiere dedicate alla balneazione, per incrementare e salvaguardare i servizi turistici che costituiscono l'industria prevalente dell'Ambito. L'economia del territorio dell'Ato4 si basa, infatti, in modo prevalente sull'attività turistica che è fortemente presente anche in modo residenziale sui circa 137 chilometri di costa, che rappresentano più del 50% delle coste del Lazio con il 55% del P.I.L. della provincia costituito dalle entrate dei servizi turistici. Anche per queste ragioni gli investimenti sugli impianti di depurazione li abbiamo da subito incrementati rispetto alla previsione dell'originario impegno finanziario di 32.795.000 euro assunto dal gestore Acqualatina in sede di gara di appalto (anno 2002) a 39.635.000 euro, con ulteriori 6.840.000 euro sull'offerta di gara che prevedeva interventi nell'arco della durata della concessione per un totale di 53.611.000 euro. Successivamente, per perseguire la strategia nel settore, l'Ato4 approvava un ulteriore incremento degli investimenti di 7.837.000 portando il totale a 110.219.000 euro nell'arco della concessione e a un ammontare di 47.472.000 euro nell'arco temporale modificato nell'ottennio 2004 - 2011. E poi ancora investimenti di centinaia di migliaia di euro per rendere i depuratori dell'Ato4 efficienti ai rigorosi controlli che vengono effettuati dall'Arpa Lazio per una qualità delle acque sempre migliore». *
Portavoce del presidente della Provincia di Latina Armando CusaniVai alla homepage
09/08/2010