Coinvolti 180 lavoratori. Soddisfazione è stata espressa dall'assessore regionale al lavoro, Mariella Zezza, e dal presidente Renata Polverini. «Quanto ci è accaduto è drammatico, soprattutto considerato il grave momento di crisi che la nostra provincia sta attraversando - afferma Alessandra Crociara, Rsu - Seppure con grande rammarico, non ci resta che guardare avanti e valutare attentamente i nuovi progetti di reindustrializzazione». «Tutto ciò - sottolinea Armando Valiani, segretario provinciale Ugl Chimici - in vista dell' incontro che si terrà a settembre al Ministero dove dovremmo valutare i nuovi progetti di reindustrializzazione e dove chiederemo la ricollocazione di tutti i dipendenti, sia gli ex Nexans che i somministrati. Il primo obiettivo era scongiurare l'apertura di una mobilità collettiva per tutti i dipedenti dello stabilimento di Borgo Piave e garantire una integrazione al reddito tale da permetterci in questi prossimi otto mesi di ragionare senza un cappio al collo insieme ai lavoratori sul futuro della reindustrializzazione del sito». «Mio padre ha lavorato in questo stabilimento - aggiunge Cristian Della Portella, Rsu - È dunque doloroso pensare che tutto questo non ci sarà più. Accanto ai piani più o meno già noti della reindustrializzazione, noi lavoratori stiamo cercando imprenditori seri che siano intenzionati a mantenere quella che è la vera vocazione di questo storico sito e cioè fare cavi». Le segreterie provinciali di Femca Cisl, Filctem Cgil e Uilcem Uil, nonostante l'accordo raggiunto, esprimono forte preoccupazione per la reindustrializzazione del sito. «Nei prossimi mesi - affermano - bisognerà valutare i piani industriali che verranno presentati dall'azienda e che, al momento, non sembrano essere in grado di garantire un futuro a tutti i lavoratori che oggi sono colpiti dalla decisione Nexans di chiusura e dismissione del sito di Latina». L'amministratore delegato di Nexans Italia, Giuseppe Borrelli: «Abbiamo accolto l'invito della Regione a un impegno straordinario che, insieme ad altre iniziative di carattere sociale, garantisce il 100% del reddito alle persone. In questi mesi, grazie alla mediazione delle istituzioni, abbiamo limitato al minimo l'impatto sociale derivante dalla chiusura di Latina e ci siamo impegnati a formalizzare alcune proposte relative alla reindustrializzazione del sito che presenteremo al gruppo di lavoro presso il Ministero dello Sviluppo agli inizi di settembre. Mi aspetto che la società possa procedere a effettuare da subito le attività di circolazione e movimentazione dei prodotti finiti presenti nello stabilimento».
Vai alla homepage
28/07/2010