Fabio Benvenuti Una indagine tecnica per verificare l'attività di accertamento e risocossione delle bollette del 2009 da parte della «Latina Ambiente» e una richiesta di parere al ministero competente sulla legittimità del passaggio da Tarsu a Tia compiuto dal Comune di Latina nel 2006. Sono le due misure annunciate dal commissario straordinario del Comune di Latina, Guido Nardone, nel corso dell'incontro di ieri mattina in Comune con i rappresentanti del gruppo di professionisti che sta lavorando sul tema della tariffa dei rifiuti. Gli avvocati Luigi D'Aniello, Giuseppe Pannone e Raffaele Scirè, insieme al commercialista Andrea Stabile, promotori del comitato spontaneo di cittadini che ha chiesto lumi anche al Garante del Contribuente del Lazio, avevano chiesto un incontro con Nardone dopo che lo stesso Garante, e molte sentenze, hanno confermato la illegittimità del passaggio da Tarsu (tassa sui rifiuti) a Tia (tariffa sui rifiuti) effettuato dal Comune di Latina il 30 maggio del 2006, cioè oltre la data stabilita come limite massimo per il passaggio fissata al 24 aprile 2006: dopo tale passaggio la riscossione delle bollette è stata affidata alla «Latina Ambiente». Il gruppo di professionisti ha fatto anche rilevare al commissario alcune clamorose irregolarità nelle bollette emesse da «Latina Ambiente» nel 2009, tra cui l'applicazione di tariffe più alte rispetto a quelle decise dal Comune, specie per alcune categorie: bar, ristoranti, pizzerie, negozi di abbigliamento e calzature. Senza entrare nel dettaglio, Nardone ha rilevato che per il passaggio da Tarsu a Tia ci sono sentenze contrastanti, dunque il commissario chiederà un parere al ministro. Ha chiesto, inoltre, al gruppo di professionisti per quale motivo la vicenda non sia è negli anni scorsi. «Abbiamo più volte chiesto all'amministrazione comunale di intervenire, revocando la delibera - hanno detto i professionisti a Nardine - ma mai abbiamo avuto risposte. Questo perchè secondo noi - hanno detto i professionisti - negli anni ci sono stati conflitti d'interesse a catena». Per esempio, fino a pochi giorni prima del passagio alla Tia, soggetto controllore, cioè Comune di Latina, e controllato, «Latina Ambiente», erano concentrate nella stessa persona. Non solo, ma dopo il passaggio alla Tia, il dirigente del settore tributi del Comune divenne consulente della «Latina Ambiente». Anomalie su cui il commissario ha promesso di fare verifiche. «Abbiamo chiesto che il Comue tuteli finalmente se stesso e quindi i cittadini verso la Latina Ambiente», hanno detto i professionisti.
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27/07/2010