Ma quella proposta è rimasta nell'aria, avvalorata dall'analisi impietosa che il due volte sindaco di Roma, esponente storico prima dei Radicali e poi dei Verdi, ha fatto dell'attuale quadro politico e soprattutto dei due grandi partiti, il Pdl di Berlusconi da una parte ed il Pd di Bersani dall'altra. Sia l'uno che l'altro non sono stati in grado, ha spiegato Rutelli, di rispondere alle aspettative, forti,di del loro elettorato. Il Pdl è oggi dilaniato da una lotta intestina senza precedenti mentre il Pd non ha saputo fare tesoro della fusione con la Margherita che ha finito per pagarne lo scotto diventando componente minoritaria e quindi subalterna. Per quanto riguarda Berlusconi ha avuto il demerito, ha spiegato il senatore, di non avere fatto le grandi riforme, pur avendo i numeri ed il consenso parlamentare per farle. «Ma a Berlusconi l'impopolarità non piace; preferisce essere amato e le riforme sono rimaste nel cassetto, ed hanno finito per bloccare il Paese». Ma quali saranno i prossimi scenari politici italiani? «Il Federalismo di cui tanto si parla non riuscirà a mettere radici ed a quel punto sarà proprio la Lega a staccare la spina al Cavaliere per tornare ad essere il partito del Nord, rimette ndosi l'elmo di Giussano»ha esclamato Rutelli.
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26/07/2010