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24/07/2010, 05:30

Notizie - Latina

Sindacale

Nexans chiude, l'area
diventa condominio industriale

nexans Cavi addio. Almeno per il momento. Ieri al Ministero dello Sviluppo economico è stata decretata la cessazione delle attività dello stabilimento Nexans di Borgo Piave.

A Latina non si produrranno più cavi elettrici, ma (questa è l'unica speranza rimasta ai 180 operai) non c'è la «pregiudiziale», vale a dire che - tra le altre attività che saranno realizzate sui 40 ettari alle porte di Latina - c'è la possibilità che si possano continuare a produrre anche cavi elettrici. L'intera area diverrà una sorta di condominio industriale per diverse imprese (cinque le aziende interessate finora) che potranno dare lavoro alle forze in esubero. Cala così il sipario sulla ex Fulgorcavi, attiva sul territorio dal 1961. «È stata scritta la pagina più brutta del lavoro a Latina - afferma il segretario generale della Femca-Cisl di Latina, Roberto Cecere - Alla Nexans si sono consumate le battaglie più importanti; Antonio Pennacchi è stato uno degli attori di questo quadro sindacale. Al di là dello sfogo sentimentale, però, bisogna provare a gestire la fase dell'assistenza economica dei lavoratori. Si comincia con la cassa integrazione in deroga per otto mesi, poi si discuterà della cassa straordinaria per cessazione delle attività. Contemporaneamente si aprià una mobilità per i volontari e per chi ha i requisiti. Riguardo ai somministrati ci sarà la mobilità in deroga». Da sciogliere i nodi legati agli incentivi all'esodo. Il segretario nazionale della Ugl Chimici, Luigi Ulgiati: «Sono amareggiato riguardo alla conferma della chiusura di Nexans. Adesso dobbiamo concentrarci sulla salvaguardia dei posti di lavoro. Non vogliamo sentir parlare nella reindustrializzazione del sito di esuberi, tutti i posti di lavoro devono essere riconfermati. Le prospettive devono essere serie, in un territorio già scottato da casi come quello della Meccano. Quindi l'Ugl si aspetta che ci sia particolare attenzione sia sui nuovi progetti che sugli imprenditori che si affacciano alla reindustrializzazione del sito di Borgo Piave. Il Ministero, insieme alle altre istituzioni, deve fare da garante». Armando Valiani, segretario provinciale della Ugl Chimici: «Questa scelta fa svanire 50 anni di storia del nostro territorio. Auspico che il Ministero valuti tutti i nuovi progetti e che segua la vertenza, inoltre in questi piani di reindustrializzazione dovranno trovare sbocco tutti i lavoratori, compresi i somministrati che per anni hanno prestato servizio in Nexans». «Ci aspettiamo - commenta Alessandra Crociara, Rsu - garanzie anche per i trasferimenti a Milano e Battipaglia che sono sembrati, più che una opportunità lavorativa, una scusa per licenziare il personale in prevalenza femminile e a part-time. Vogliamo che Nexans prenda in considerazione forme di lavoro alternative quali il telelavoro. Qualora non ci fossero i presupposti, chiediamo la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali». Christian Della Portella, Rsu: «Chiediamo a Nexans di integrare la cassa integrazione con un pacchetto economico che garantisca i redditi di tutti i lavoratori, inoltre auspichiamo che questo periodo di cassa possa servire per trovare nuovi imprenditori che siano seriamente interessati alla produzione di cavi». L'amministratore delegato di Nexans Italia, Giuseppe Borrelli: «La cessazione delle attività presso lo stabilimento di Latina è inevitabile. Presenteremo al gruppo di lavoro appositamente istituito presso il Ministero alcune ipotesi di riconversione del sito che prevedono l'ingresso di operatori seri, di riferimento nella loro specifica area di attività e che mirano a garantire un futuro occupazionale a tutte le persone e mantenere l'equilibrio economico e industriale del territorio favorendone lo sviluppo».

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Alessia Freda

24/07/2010

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