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24/07/2010, 05:30

Notizie - Latina

Il caso La famiglia Piovesan vive a due passi dalla discarica

Rifiuti, novanta giorni di protesta

La protesta fa novanta.

E' arrivata al novantesimo giorno la rabbia della famiglia Piovesan, una quarantina di persone appartenenti ad una stessa famiglia che risiedono in tre diverse abitazioni in via Monfalcone, a dieci metri dalla discarica di rifiuti di Borgo Montello. Dopo trenta anni di silenzio i Piovesan hanno deciso di protestare, in maneira civile: così da tre mesi hanno montato una tenda nel loro giardino, dove vivono a turno giorno e notte, addobbato cancelli e balconi con striscioni per richiamare l'attenzione di politici e istituzioni. Il civico 3.136 di via Monfalcone è lo stesso in cui la famiglia Piovesan era arrivata nel 1933 dall provincia di Ferrara per prendere possesso del podere assegnato dall'Opera Nazionale Combattenti. Poi il sogno della terra promessa è diventato un incubo, da quando, cioè, a pochi metri dalle abitazioni è sorto il «mostro», la grande discarica dei rifiuti. Puzza, polvere, traffico continuo di camion carichi di rifiuti, area irrespirabile, finestre chiuse, gabbiani a tutte le ore. «Da novanta giorni siamo qui e non vogliamo smettere di protestare - dice Carla Piovesan, portavoce della protesta - Chiediamo che qualcuno venga qui, con i competenti tecnici sanitari, e prenda atto che vivere qui non è possibile. Sono condizioni disumane, specie per i bambini i gli anziani». Hanno scritto a tutti, dal Capo dello Stato all'ultimo dei consiglieri comunali, solo poche risposte, spesso evasive. Tra le risposte quella del presidentec della Camera Gianfranco Fini: ha comunicato che interesserà del problema la competente commissione della Camera. I Piovesan non molleranno ma la situazione è arrivata davvero al limite.Fa.Ben.

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24/07/2010










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