Al rientro dal mare hanno trovato in bella evidenza sul cruscotto altrettante contravvenzioni. A farle non erano state però i vigili urbani di Sabaudia, competenti per territorio, bensì i colleghi di San Felice Circeo. Un vero e proprio «sconfinamento» che nel tardo Medioevo sarebbe stato motivo di un'aspra contesa in armi tra i due Comuni, ma che oggi probabilmente non avrà conseguenze sul piano istituzionale, eccezion fatta per una ipotetica formale protesta del sindaco Lucci all'omologo sanfeliciano, Vincenzo Cerasoli. L'area teatro del blitz della polizia municipale di San Felice Circeo era considerata sino a 48 ore fa una «zona franca» in cui gli automobilisti potevano parcheggiare senza il timore di sgradite sorprese. A confermarcelo è proprio Claudio Saporetti, primogenito di don Giulio, il patron storico di Torre Paola, che da circa mezzo secolo, gestisce l'omonimo stabilimento e ristorante con terrazza sul mare al quale, recentemente, è stato aggiunto anche un wine-bar. Per cercare di salvarsi dalla fame di contravvenzioni dei vigili di San Felice molti clienti hanno chiesto ospitalità all'interno della vicina tenuta dei Casali di Paola, proprietà della Comunione dei Beni dell'avvocato Giulio Scalfati. Ma il tentativo è stato immediatamente vanificato dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato, che hanno fatto presente come in quell'area gli estranei non possano lasciare le loro auto in sosta, anche se per motivi straordinari. Non hanno invece scusanti quei vacanzieri che, nonostante i cartelli segnaletici installati, lasciano le auto, nel tratto di strada immediatamente successivo i Casali di Paola, nella zona di Selva Piana. Qui la contravvenzione è di rigore. Resta da chiedersi soltanto chi, in questa corsa per «fare cassa», avrà la meglio tra i «cugini» di San Felice Circeo e di Sabaudia.
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19/07/2010