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13/07/2010, 05:30

Notizie - Latina

Ponza

Rischio crolli,
il sindaco va in Regione

ponza Nessuna decisione è stata presa nella giornata di ieri per quanto riguarda la chiusura delle zone dichiarate a forte rischio idrogeologico sull'isola di Ponza.

Il sindaco dell'isola, Pompeo Rosario Porzio, aveva ricevuto dall'Autorità di Bacino della Regione Lazio (il dipartimento regionale preposto a questo tipo di controllo per la sicurezza generale) l'esito dell'istruttoria portata avanti nell'arcipelago subito dopo il grave incidente di aprile, a Ventotene, che aveva visto come vittime due giovanissime studentesse capitoline. Si teorizzava - in questa istruttoria - l'incolumità pubblica sul 97% del territorio di Ponza e Ventotene. Per far fronte ai rischi paventati e teorizzati, si ipotizzava lo sgombero di tutto quanto era sistemato in una linea che, partendo dalla costa, rientrava per 150 metri all'interno dell'isola. Una notizia e una decisione che sono suonate come un'«Apocalisse» per la gente dell'isola e per la martoriata attività economica, già al collasso. Dalla Prefettura, cui pure era stato rimesso il rapporto dell'autorità di Bacino, è giunta la sollecitazione ai due primi cittadini di «fare presto», ricordando anche la responsabilità penale ipotizzabile, in casi di tragedie, alle singole amministrazioni. Dopo qualche iniziale provvedimento in tal senso, si aspettava per ieri (lunedì) la promulgazione dell'elenco delle zone da chiudere. L'attesa è però stata inutile, in quanto il primo cittadino non se l'è sentita di assumersi da solo la responsabilità di "affossare" l'economia dell'isola proprio nel bel mezzo della stagione. Da qui la decisione di avere un incontro con i responsabili del dipartimento regionale preposto al problema. Sugli sviluppi di questo incontro, che il sindaco avrà a Roma nella gionata di oggi pare che il primo cittadino convocherà un consiglio comunale ad hoc, nel corso del quale inviterà tutte le forze presenti nell'assise ad assumersi le responsabilità sulle decisioni che si andranno a prendere. Si sa che nella cosiddetta "zona rossa" sono compresi, oltre alle spiagge, alberghi, locali, abitazioni. «Sappiamo bene che per tutti noi si tratta di una mazzata - ha detto qualche giorno fa il sindaco - ma abbiamo l'obbligo di intervenire con le ordinanze perché ne va della sicurezza delle persone secondo quanto ci dicono i tecnici regionali». Il fulmine è infatti giunto nel pieno della stagione turistica, per cui ha avuto l'effetto di una mannaia che turba tanto il sonno di tutti. I tanto temuti provvedimenti di chiusura avranno validità, secondo quanto è dato sapere, fino al termine dei lavori di messa in sicurezza delle zone sotto accusa. A Ponza ci si lamenta che tutto sia avvenuto nella mancata condivisione dell'iter che ha portato alla teorizzazione della tremenda verità. Immaginabile, quindi il clima che si respira in una realtà dove già le premesse, relative alla vicenda dei pontili e delle varie crisi in molti altri settori, hanno delineato scenari di forte scetticismo sull'andamento della stagione estiva e, più in generale, sul futuro economico dell'isola. Si fa strada sempre più l'ipotesi che possano essere attivati dei ricorsi contro le ordinanze da parte degli operatori economici, anche se di difficile accogliemnto da parte degli organi di controllo e decisionali.

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Orazio Ruggieri

13/07/2010

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