Lo dichiara il collegio dei magistrati del Tar di Latina composto da Maria Grazia Vivarelli, Davide Soricelli e presieduto da Francesco Corsaro. Secondo i magistrati i vizi riscontrati nell'ordinanza seppur fondati, non inficiano la sostanza dell'atto predisposto dal dirigente dell'urbanistica Pellico che aveva acquisito il palazzo destinato a famiglie in difficoltà economica. «La pubblica amministrazione –si legge nella sentenza uscita ieri pomeriggio- ha sostanzialmente esercitato, in modo peraltro corretto, il potere di risoluzione espressamente previsto in convenzione». La vicenda inizia il 15 gennaio 1990 quando, a seguito della delibera consiliare n. 87/89, si stipula una convenzione con la cooperativa Flavia '82 per la costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare e per la concessione di esecuzione delle opere di urbanizzazione nella zona 167 con la clausola di completarli entro il 1994. La Flavia '82 si impegnava a realizzare una piazza pedonale sopraelevata, aree annesse destinate a verde, un mercato coperto e opere di urbanizzazione. Di fronte all'inerzia della Flavia '82, il legale del Comune il 29 maggio 2003 diffidava la cooperativa a completare le opere. Inizia un contenzioso che ha un primo esito con la sentenza del Tar del 1 settembre 2005 nella quale si dà di fatto ragione al Comune. Nel mezzo del contenzioso, però, ci sono state diverse vendite dei locali. Nel 1997 sotto la giunta Cosmi, il Consiglio comunale di Aprilia concesse il nullaosta della vendita di alcuni locali al Comune di Roma all'epoca amministrato da Rutelli. Il 23 dicembre 2003, poi, la Flavia '82 ha venduto appartamenti, ben 156, al Comune di Roma che li ha destinati a famiglie romane svantaggiate. Questa volta senza il nullaosta dell'amministrazione comunale che era contraria. La giustizia fa il suo corso e anche la Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune. Non passa neanche un giorno dall'incontro con il Comune di Roma ed esce la nuova sentenza. «Siamo proprietari di tutto il palazzo anche dei locali comprati dal Comune di Roma e ora vogliamo riprenderceli –dice il sindaco Domenico D'Alessio- Il Comune di Roma ha violato anche un articolo della convenzione che prevedeva che gli appartamenti fossero ceduti a famiglie residenti nel Comune di Aprilia. Attualmente c'è un contenzioso in essere perché il Comune vuole riappropriarsi degli appartamenti al tribunale di Roma e la sentenza è prevista per la fine di luglio. Questa sentenza rafforza le nostre posizioni e dimostra come il Comune di Roma abbia fatto degli acquisiti di dubbio valore».
Vai alla homepage
08/07/2010