Ieri mattina la prima sentenza che potrebbe dare il via ad una serie infinita di ricorsi accettati, che rischiano di mettere in crisi l'intera macchina amministrativa setina. Il giudice di pace Adelaide Ferrante ha infatti accettato il ricorso presentato da Giuseppe Santoro, difeso dagli avvocati Di Palma e Centra, multato lo scorso 31 maggio 2009. Ferrante ha fatto chiaro riferimento a quanto appreso dalla consulenza tecnica d'ufficio realizzata da Mario Carlo Tesei, soffermandosi sulla illegittimità della segnaletica stradale e sul limite di 70 km/h, che non risulterebbe essere mai stato autorizzato. In difesa dell'operato dell'amministrazione comunale, il comandante della polizia Locale, Lidano Caldarozzi, che ha più volte sottolineato come non sarebbe stato obbligo del Comune accertarsi di questa modifica realizzata dall'Anas nel 1978. Caldarozzi ha perciò richiesto un'ulteriore perizia, che il giudice ha negato. Dal canto loro, gli avvocati Di Palma e Centra hanno insistito sulle note emerse dalla perizia di Tesei, dalle quali emergono ulteriori incongruenze circa la legittimità dei due rilevatori posti sulla 156 dei Monti Lepini. Da qui la sentenza, la numero 89/2010, che di fatto annulla tutte le multe in cui i ricorrenti si appellano alla segnaletica mancante o sottodimensionata e al limite imposto su quel tratto di strada. Ma lo stesso giudice ha ammesso che per le prossime sentenze si farà riferimento anche ad altri passaggi importanti registrati dalla perizia di Tesei, dal modello di autovelox, all'altezza, per arrivare all'allaccio della corrente. Una mazzata per le casse comunali, un sospiro di sollievo per gli oltre 2.000 che hanno deciso di ricorrere dopo essere stati sanzionati.
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08/07/2010