Anna Galise GAETA Sulla situazione di stallo in cui versa Gaeta, per la mancata e difficile realizzazione dei progetti di svolta, è guerra aperta tra il vice sindaco Salvatore Di Ciaccio, convinto che occorre operare in sinergia con i capitali privati, com'è accaduto per la vetreria, ed il coordinatore del Pdl, Cristian Leccese. Se da una parte il vicesindaco accusa i partiti di opposizione di fare battaglie di retroguardia, con l'unico scopo di limitare l'attività della controparte, senza alcuna capacità di volgere lo sguardo oltre un orizzonte limitato facendo in modo che i temi dello sviluppo non vengano mai trattati, dall'altra, invece, il coordinatore del Pdl accusa l'assessore Di Ciaccio di sbandierare progetti inesistenti di sviluppo. «La verità è - afferma Leccese - che l'amministrazione sta cedendo sotto il peso del fallimento politico ed amministrativo che ogni giorno appare sempre più chiaro ed evidente. Gaeta è ferma da tempo, bisogna ripartire. L'amministrazione Raimondi ha avuto tre anni di tempo per mettere in campo ogni strategia e progettualità per cambiare e far ripartire Gaeta. E non ci venga a dire che la delibera di modifica sulle indicazioni di destinazione urbanistica circa la riqualificazione dell'ex «Avir» è un successo. Al contrario, bisogna aver il coraggio di dire che tutto è fermo e che il progetto di riqualificazione dell' ex vetreria non vedrà mai la luce». Altro motivo di scontro tra Di Ciaccio e Leccese è sul futuro del Parco di Cuostile, l'area Cappuccini. «Si tratta - afferma Di Ciaccio - di un polmone verde al centro di una zona urbanizzata, che il Comune comprò per 4 miliardi di lire nel 1999: una scelta assolutamente opinabile sia perché forse si poteva ottenere gratuitamente, sia perché bisognava essere consapevoli delle alte cifre necessarie per la bonifica».
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05/07/2010