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Neurochirurgia, la guerra degli esposti

È stato il caso simbolo della malasanità targata 2009.

La morte di una paziente di 47 anni al «Goretti», a gennaio, per aneurisma cerebrale, ha prodotto il deposito di ben tre esposti alla Procura della Repubblica, e l'avvio di una lunga indagine che potrebbe essere ormai giunta nella fase conclusiva. Oltre alla denuncia dei familiari della paziente, si sono succeduti gli esposti del manager Asl, Ilde Coiro, e del primario della Neurochirurgia, Stefano Savino. È inoltre terminata l'attività di controlli intensi da parte del Nas di Latina nel reparto di Neurochirurgia. Sotto osservazione ci sono gli interventi eseguiti in questi anni. Nel mirino degli inquirenti ci sarebbe anche il doppio registro operatorio (ospedaliero e degli universitari). Il sostituto procuratore Gregorio Capasso ha seguito due diversi «filoni», quello relativo al caso della paziente morta ed un altro in cui ha focalizzato l'attenzione sull'intera attività del reparto dalla sua attivazione (fine 2005). Il magistrato inquirente intende capire se i conflitti esistenti fra i medici abbiano inciso sul decesso della donna, colpita da aneurisma cerebrale e ricoverata proprio nella Neurochirurgia. In merito alla vicenda della paziente (è stata depositata una relazione del professor Giovanni Arcudi), oltre ai medici sarebbero stati ascoltati i vertici ospedalieri. Peraltro anche dall'indagine interna dell'Asl, affidata alla dottoressa Adriana Ianari, dirigente dell'unità di risk management non sarebbe emerso nulla di negativo sul conto del primario. Ben 61 le cartelle cliniche prese in esame. Dall'analisi dell'attività svolta si sarebbe avuta la conferma del buon operato del dottor Savino, non responsabile del decesso anche perché al momento dei fatti non era in servizio. Sulla vicenda il senatore Gramazio ha posto ben otto quesiti al ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, attraverso una dura interpellanza parlamentare. Il senatore del Pdl, per quanto riguarda quanto accaduto il 10 gennaio e i provvedimenti presi a carico del primario, accusato di non aver seguito adeguatamente quanto stava accadendo in ospedale, afferma che «allegate alla documentazione dell'Asl si trovano due versioni differenti della consulenza del medico di turno, il dott. Polli». Gramazio aveva evidenziato che, il 23 febbraio, nell'audizione presso l'Asl, Savino aveva respinto ogni accusa, provando che, nonostante al momento dei fatti si trovasse fuori servizio e lontano dal capoluogo pontino, aveva dato al medico di turno tutte le indicazioni opportune e incaricato un suo stretto collaboratore, il dottor Carmine Franco, di mettersi in contatto con il «Goretti». «Alla luce della dettagliata memoria del dott. Savino - ha aggiunto il senatore - emergeva con chiarezza che la consulenza del medico di turno, il dottor Polli, e la relazione del dottor Bertoletti erano omissive e inesatte». Non resta ora che attendere la fine delle indagini per scoprire la verità.

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Marco Battistini

10/10/2009

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