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Esplosione al bar,
denunciati i due gestori

Esplosione nella notte: denunciati dalla polizia per danneggiamento aggravato il marito e il padre della titolare di "L'aperitivo cena" di via Isonzo, bar-enoteca aperto all'inizio dell'estate

 . Secondo la ricostruzione della squadra mobile, diretta da Cristiano Tatarelli, il 66enne Ciro Stanzione, padre della 24enne che gestisce il locale e il marito di quest'ultima, il 29enne Severino Picone, rispettivamente originari di Aversa e Napoli ma residenti a Latina in via Romagnoli e Corso Garibaldi, intorno alla mezzanotte di lunedì avrebbero cosparso di benzina il locale per dargli fuoco, ma non avrebbero calcolato che - una volta chiuse tutte le porte - il liquido infiammabile avrebbe saturato l'ambiente e quindi sarebbe stata molto probabile un'esplosione, che infatti si è verificata appena dato l'innesco. I danni della deflagrazione si sono concentrati soprattutto sul retro del locale, meno visibile dalla strada e che, quasi certamente era stato scelto come punto per far partire il rogo. Entrambi i denunciati sono rimasti feriti: Stanzione, che è stato ricoverato in chirurgia al Goretti, ha riportato bruciature principalmente alle mani e ai piedi, forse nel tentativo di salvare il genero con il grembiule ignifugo che gli è stato sequestrato; Picone è invece stato trasportato al Cardarelli di Napoli, in rianimazione, con gravi ustioni sul 60% del corpo. La polizia e il 118 li hanno trovati accasciati davanti a una farmacia distante circa 50 metri. La prima versione fornita ai poliziotti era stata quella secondo cui qualcuno avesse citofonato a casa del genero, dicendo che c'erano degli individui sospetti vicino al locale, poi esploso appena arrivati. Invece secondo la polizia i responsabili sarebbero proprio genero e suocero. Lo scenario che si presentava agli occhi dei residenti riversatisi in strada e ieri mattina era quello di una "guerra": la saracinesca del locale "stesa" come un abito sul parapetto in acciaio che separa il pianerottolo del bar con la discesa dei garage; la porta d'ingresso, sbalzata due metri più in là, con i vetri gonfi e infranti ancora attaccati al telaio; un frigorifero scoppiato, tubi e residui d'arredamento sparsi sul marciapiede. Le finestre e balconi dei primi due piani del palazzo anneriti e odore di bruciato dappertutto.

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Stefania Belmonte

07/10/2009

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