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«Passa l'idea di una Multiservizi come un pozzo senza fondo, come un carrozzone, come un'azienda per assorbire personale. Ma non è così, la Multiservizi ha avuto un ruolo positivo per la città e lo ha tuttora».
Parla così il primo presidente dell'azienda speciale Multiservizi, uno dei nove che questa mattina sarà interrogato dal pm Raffaella Falcione nell'indagine che ha portato il 17 luglio scorso ad emettere 22 avvisi di garanzia per i componenti dei CdA, dei presidenti, commissari, e direttori generali che si sono succeduti alla guida dell'azienda da. Nove sono stati i presidenti o commissari e i direttori generali che si sono succeduti dal 2002 ad oggi. Per i nove si tratta esattamente di inviti per la presentazione di persone sottoposte ad indagini, con l'interrogatorio tra oggi e domani. Per alcuni dei 13, invece, ex consiglieri di amministrazione l'interrogatorio è fissato per i primi di ottobre. Per tutti le accuse ipotizzate dal sostituto procuratore titolare dell'indagine, Raffaella Falcione, riguardano false comunicazioni sociali ed evasioni di Iva, Irap e Ires su base imponibile di 23 milioni di euro. In più si contesta il mancato versamento dei contributi Inpdap per 8 milioni di euro. Secondo quando scrive Raffaella Falcione, avrebbero capitalizzato oneri immateriali per 319 mila euro nel 2003, 361 mila 671 euro nel 2004 tra servizi, pubblicità e rappresentanza. Qui c'è di tutto. Ma non è poca cosa rispetto al resto. Nel 2005, 2006 e nel 2007 avrebbero omesso di svalutare, con il parere negativo del Collegio dei Revisori, i suddetti oneri immateriali che avrebbero dovuto essere imputati al conto economico per 509 mila 609 euro nel 2005, 452 mila 356 euro per il 2006, 401 mila 909 euro per il 2007. Avrebbero omesso di contabilizzare i debiti che avrebbero dovuto girare all'Inpdap, l'istituto di previdenza dei dipendenti per 130 mila 161 euro (2003), 215 mila 251 (2004), 378 mila 800 (2005), 485 mila 751 (2006). Nel 2007 non avrebbero creato un fondo rischi per il contenzioso esistente con i dipendenti per errato calcolo della retribuzione periodica pari a 300 mila euro. Più ci sono le evasioni di Iva, Irap e Ires fino al 2007 per un totale di 5 milioni di euro. «Non ho nulla da nascondere -continua Messere- Io ho guidato l'azienda nel primo anno, ossia nel 2003 quando abbiamo redatto un bilancio in attivo, tra l'altro approvato dal Consiglio comunale. La Multiservizi ha dato stabilità ai lavori delle cooperative, ha permesso di dare servizi per le fasce sociali disagiate. Questa è la Multiservizi. L'azienda costava, con un progressivo aumento dei servizi, meno di quanto il Comune spendeva per le cooperative come l'Ecolazio. E' chiaro che un aumento progressivo del servizio che ha dovuto impiegare più personale, comportava maggiori oneri ma il canone mensile elargito dal Comune è rimasto sempre lo stesso. Quindi successivamente si è dovuto tagliare, e i primi a farne le spese sono stati i contributi previdenziali dei dipendenti».
Riccardo Toffoli
28/09/2009
I focus sulle province laziali dedicati ai grandi temi: sanità, lavoro, infrastrutture