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Va avanti la pratica con cui la vedova Martino, il segretario comunale suicidatosi nel febbraio scorso, ha chiesto a suo tempo il riconoscimento dell'infermità contratta dal marito in servizio e per causa di servizio.
L'iter era stato avviato mesi fa. Sulla domanda è ora chiamata a pronunciarsi la commissione centrale. La tragedia si era consumata il 21 febbraio scorso nella villetta di Formia, dove il funzionario del Comune di Terracina viveva con la famiglia. Marino Martino soffriva da tempo di crisi depressiva e di stato d'ansia. La moglie, Maria Signore, ritiene che tra la malattia in questione e il lavoro che l'uomo espletava presso il Comune di Terracina (Martino era stato assunto dal 2001) ci sia stato un nesso di casualità. Per questo ha chiesto il riconoscimento della lesione da parte dell'apposita commissione provinciale. La commissione medica provinciale ha già espresso il proprio giudizio, ascrivendo la menomazione in questione ad un'apposita tabella. Ora il giudizio definitivo spetta ad una commissione centrale. Sono passati quasi 7 mesi dal quel fatto sconvolgente, che ha avuto ripercussioni anche nelle vicende del Comune di Terracina con l'avvio di un'inchiesta, ancora aperta, da parte della Procura. Quel gesto estremo, in base alle dichiarazioni rese dalla moglie ai Carabinieri, assumeva dei contorni inaspettati. Si cominciò ad indagare sui rapporti con i rappresentanti dell'amministrazione nel tentativo di capire se ci fosse stato, nel loro comportamento, qualcosa di oppressivo ed angustiante, capace di far precipitare verso una china chiusa l'esistenza di una persona, che nella sua esperienza lavorativa a Terracina si era rivelato oltremodo capace ed umano. Si susseguivano una serie di perquisizioni, che riguardarono tre filoni: l'assunzione degli interinali, gli alloggi comunali e i parcheggi a pagamento. Un mese dopo l'indagine giudiziaria sfociava in 6 avvisi di garanzia (poi aumentati a 7), notificati ad altrettante persone. Si trattava dell'allora vicesindaco Giuliano Masci e di 5 dipendenti comunali. Tutti risultavano indagati per reati contro la pubblica amministrazione. Per Masci ci fu anche l'accusa di induzione al suicidio, ma il Tribunale del Riesame si è pronunciato già negativamente su di una tale ipotesi.
Ercole Bersani
22/09/2009
I focus sulle province laziali dedicati ai grandi temi: sanità, lavoro, infrastrutture