Marco Battistini Nonostante le tensioni interne, il Pdl si appresta ad eleggere i propri organismi dirigenziali. In primis, il coordinamento provinciale. I rapporti di forza vengono confermati. Gli ex di Forza Italia potranno agire da azionisti di maggioranza nel nuovo partito. A loro spetteranno 21 dei 30 posti complessivi. La novità è costituita dalla presenza di due esponenti della Democrazia Cristiana per le Autonomie all'interno della componente forzista. Solamente 9 i membri provenienti da Alleanza Nazionale. Scontata ovviamente la presenza di Vincenzo Zaccheo. Nel gruppo ci sarà posto anche per Angelo Tripodi, Bruno Creo, Giovanni Di Giorgi, Paolo Fragiotta, Matteo Rossi, Ilaria Bencivenni e Giancarlo Carpinelli. Il gruppo dei latinensi si conferma quello più forte. Tripodi può contare sul sostegno del ministro Ignazio La Russa e del capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri, mentre l'assessore Bruno Creo ha dalla sua l'appoggio dell'on. Francesco Aracri. La stessa «corrente» di Di Giorgi (vicino al ministro Giorgia Meloni) è ben rappresentata. Per quanto concerne l'area degli ex FI le incognite sono maggiori. Lo «zoccolo duro» dovrebbe essere rappresentato da Vincenzo Bianchi, Enzo Malvaso, Giuseppe Di Rubbo e Michele Nasso e Stefano Zappalà. Sono gli uomini che contano sul piano locale, e che hanno importanti sostegni anche nelle sfere alte della politica nazionale. Rischia di restare escluso Ivano Di Matteo, il presidente della commissione urbanistica. Nella Dc per le Autonomie i posti dovrebbero andare al segretario provinciale Franco Tuccinardi e al vice-segretario Enrico De Persiis, che punta all'inserimento nella liste del Pdl per le prossime elezioni regionali. Un capitolo a parte lo merita Fabio Bianchi. Sulla carta, l'assessore ai Servizi sociali dovrebbe essere considerato in quota An. Ma le recenti prese di posizione di diversi esponenti di questa «corrente», improntate sulla richiesta di dimissioni di Bianchi da vice-coordinatore provinciale, mettono di fatto in dubbio la collocazione di quest'ultimo. Bianchi ad ogni modo ha recentemente chiarito la propria posizione. «In attesa che il livello nazionale stabilisca le date del congresso, occorre agire con la costituzione degli organismi locali attraverso le nomine - ha affermato Bianchi - Quello, però, a cui tengo soprattutto è sottolineare che la nascita di microgruppi interni al partito è qualcosa di anacronistico e non funzionale allo sviluppo e al ruolo del Pdl, contrari alla logica di un partito che vuole rappresentare la maggioranza dei cittadini di questa provincia». Il problema posto da Bianchi è reale. Il dibattito resta aperto.
Vai alla homepage
12/09/2009