Contenuto e forma della relativa iniziativa di delibera vengono duramente osteggiati. La novità sta nel fatto che il maggior partito dell'opposizione non accetta, almeno al momento, di portare la battaglia all'interno della massima assise comunale. Una questione di forma, anzitutto. La spiega il consigliere Vincenzo Coccia: «Non c'è, si badi bene, alcuna volontà da parte nostra di sottrarci alla discussione in consiglio comunale. C'era un patto sancito tra i capigruppo, che prevedeva la ripresa dei lavori dopo il 15 settembre. Non è stato tenuto in alcun conto. È l'ennesima dimostrazione di un mancato rispetto istituzionale. Ci sentiamo vilipesi. Quale l'urgenza? Si tratta solo di una volontà preordinata». Quelli del Pd la loro posizione la espliciteranno oggi stesso in una conferenza stampa, che si terrà alle ore 17 presso villa Tomassini. La chiamano «operazione-verità» sulla politica sociale del Comune. Ne anticipa alcuni passaggi il capogruppo Antonio Bernardi: «È fallimento. Siamo allo smantellamento di fatto di tutti i servizi sociali con la conseguente drammatica situazione di difficoltà che sta interessando molte cooperative ed imprese. Le cooperative sociali e gli operatori non sono stati pagati regolarmente come previsto dal contratto e il debito accumulato nei loro confronti ammonta ad oltre 4 milioni di euro. I servizi chiusi sono: il centro diurno e comunità alloggio per adulti diversamente abili, il centro diurno per minori a rischio di emarginazione sociale, il Progetto Tirys sostegno alla genitorialità, il trasporto scolastico alunni diversamente abili, il centro diurno intercomunale per adulti disabili, l'assistenza scolastica alunni diversamente abili, il centro di coordinamento distrettuale dell'assistenza domiciliare, il progetto «Insieme per Crescere», l'assistenza domiciliare, la pulizia del verde pubblico. Il risultato è che centinaia di utenti stanno perdendo l'assistenza e che oltre 200 operatori delle cooperative non hanno più un lavoro Avremmo voluto che prima si verificassero i motivi del fallimento della gestione della Istituzione. Solo dopo avremmo potuto individuare le migliori soluzioni per cercare di risolvere il problema». La strategia del Pd è quella di un Aventino non occasionale: «Messe le cose su questa china» conclude Coccia «procederemo a richiedere delle convocazioni-bis con all'ordine del giorno la revoca dei provvedimenti importanti eventualmente presi dalla maggioranza». Boicottaggio o ripicca che sia, la maggioranza di centrodestra si troverà un ridotto numero di interlocutori tra gli scanni dell'opposizione.
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31/08/2009