Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di L.S., volto ad annullare il provvedimento di esclusione dalla graduatoria finale. I magistrati di secondo grado hanno sostanzialmente confermato quanto disposto dal Tar di Latina nel 2007. Il ricorrente escluso dalla prova, aveva peraltro avanzato la richiesta di risarcimento danni per 200.000 euro al Comune (rappresentato dall'avvocato Francesco Di Leginio) per il pregiudizio subito. I magistrati amministrativi di secondo grado hanno ritenuto infondate le censure presentate, in quanto «le indicazioni offerte dal ricorrente non depongono per l'effettivo e continuo svolgimento di attività propria nel settore della vigilanza». Nella sentenza si fa riferimento al fatto che «il ricorrente non ha svolto attività di vigilanza, presupposto essenziale per la selezione ed attestato anche dalle certificazioni prodotte dallo stesso». La sentenza è stata pubblicata nei giorni scorsi, quasi in contemporanea con l'elenco diramato dal Comune di Latina, di ammessi ed esclusi nella prima prova del nuovo concorso per 10 posti di vigile urbano. Innanzitutto va sottolineato l'alto numero di domande presentate. Sono state circa 2000 nel complesso. Nel 2007 era stato bandito un concorso pubblico per dieci posti di addetto della Polizia Municipale. Il termine per la presentazione delle domande scadeva il 18 luglio 2008. L'iter del concorso si è poi bloccato, per via di problemi di carattere burocratico. L'opposizione di centro-sinistra aveva chiesto chiarimenti in merito. La risposta dell'assessore al personale, Paolo Fragiotta non si fece attendere. «La valutazione delle richieste di partecipazione pervenute - affermò circa un anno fa l'assessore comunale - costituisce un presupposto importante della procedura e la relativa istruttoria deve essere svolta con la massima cura ed efficacia al fine di evitare anche inutili contenziosi che appesantirebbero ulteriormente il procedimento. Il Comune di Latina sopperisce ad una grave carenza di personale (oltre il 50%) con i soli dipendenti in servizio, che pertanto, oltre a svolgere il lavoro ordinario risultano impegnati in attività, come quella del concorso, qualificabili senz'altro come un picco straordinario ed eccezionale di lavoro». A distanza di circa 12 mesi le procedure sono andate avanti, e le polemiche sono apparse un lontano e sbiadito ricordo.
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28/06/2009