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Commercio Serrande abbassate al «Morbella» dopo venti anni. Uno dei soci: «Si è verificato un calo delle vendite»

Chiude la «Coin», 25 lavoratori in mobilità

Vincenzo Arma Chiude il prossimo 4 luglio il negozio Coin, del centro commerciale Morbella.

Un'attività presente dal 1989 a Latina, che lascerà in mobilità 25 lavoratori: «Da circa tre anni si è verificato un calo delle vendite - afferma Vittorio Lepori, uno dei soci del franchising - un calo diventato insostenibile in questo ultimo anno. È un grande dispiacere nei confronti dei lavoratori, ma andare avanti non era più possibile». Dall'inizio di giugno l'attività ha messo in svendita tutta la merce a disposizione. Un annuncio seguito da un vero e proprio assalto della clientela, con lunghe file alle casse, nei primi giorni del mese. Qualche affezionato cliente ha persino scritto delle lettere alla direzione nazionale, che però non ha potere decisionario su questo processo, lamentando la perdita di un punto di riferimento importante per il commercio della città. L'attenzione è ora però rivolta tutta sul destino delle 25 persone, che rimarranno senza lavoro, andandosi ad aggiungere a chi ha già perso in questo 2009 il posto di lavoro. Con loro la dirigenza sta avendo un rapporto tutto sommato sereno: «Hanno capito il problema - dice Vittorio Lepori - in 20 anni abbiamo sempre trattato bene i nostri dipendenti. Non hanno avuto nulla di cui lamentarsi ed ora ci stanno ripagando con correttezza». Al posto della Coin potrebbe aprire una nuova attività, anche di diverso tipo, ma finora ancora non è stata presa una decisione. I proprietari degli ampi locali siti al secondo piano del Centro Morbella, stanno cercando nuove attività commerciali, per affittare gli spazi. La chiusura della Coin ripropone ancora una volta l'attenzione sull'emergenza occupazionale, che coinvolge sia le aziende, che le attività commerciali della nostra provincia. A dispetto di chi sosteneva a inizio l'anno l'inesistenza della crisi, sono sempre più nella nostra città le saracinesche abbassate e i cartelli di "affittasi". Alcune si sono riaperte, come successo nel centro storico dopo la chiusura di Latin Moda altro negozio "storico" della città, altre sono ancora abbassate. «Purtroppo con l'effetto della globalizzazione e con la crisi economica - commenta il presidente della Confcommercio Italo Di Cocco - alcuni settori stanno subendo un calo di entrate». Tra i settori più colpiti proprio quello dell'abbigliamento e della calzature, oltre a quello alimentare: «La concorrenza cinese nel tessile ha messo in ginocchio il made in Italy» - spiega Di Cocco. Per uscire dalla crisi e per fronteggiare l'aumento della disoccupazione, servano un approccio e misure serie, piuttosto che la sottovalutazione del problema, sia a livello locale, che nazionale.

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25/06/2009










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