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Mentre sull'isola e non solo ferve il dibattito su quanto realmente ha perso l'economia ponzese per il blocco dei pontili, che non consente alle barche di attraccare, e tutti attendono le decisioni dei giudici e della Regione, l'opposizione consiliare rompe il silenzio e lo fa con il consigliere Elio Gabriello Zecca, di «Ponza C'è».
Consigliere, davanti a quel che è accaduto e quel che sta accadendo, cosa intendete fare come minoranza? Stiamo preparando la richiesta per la convocazione di un consiglio comunale straordinario sul tema, affinché il sindaco dia una spiegazione su tutta questa situazione. Pensiamo di presentare la richiesta già domani (oggi per chi legge ndr) o al massimo mercoledì. Quale idea vi siete fatti? L'idea è che le responsabilità maggiori le abbia proprio l'amministrazione comunale. Lo stesso procuratore ha detto che era stato indicato un iter da seguire per regolarizzare le attività e non si capisce perché tale situazione sia stata sempre sottovalutata e tale iter mai seguito, con l'assessore al demanio che senza troppi problemi ha firmato le concessioni. Ora che il Comune si è reso conto di non farcela da solo è andato a chiedere aiuto a Provincia e Regione. Del resto questo è routine a Ponza: non si programma mai e si lavora solo sull'emergenza. E sul nuovo porto cosa ne pensate? Quanto accaduto ci sconcerta. Sembra che i pontili non siano previsti nella nuova struttura, o meglio che lo siano solo a Santa Maria, dove guarda caso c'è anche quello del sindaco. Difficile pensare che si tratti di una semplice svista. Sembra piuttosto una presa in giro per i titolari dei pontili. Il sindaco però ha assicurato che il porto deve farlo lo Stato e tutte le attuali attività vi saranno inserite. Lo ha sempre detto, ma troppo spesso dice una cosa e poi il giorno dopo la nega. La verità prima o poi viene a galla. C'è una carenza gestionale nell'amministrazione.
Clemente Pistilli
23/06/2009
I focus sulle province laziali dedicati ai grandi temi: sanità, lavoro, infrastrutture