Ammortizzatori sociali per i dipendenti. «Ponti d'oro» agli esterni. Qualcosa non quadra, dicono i lavoratori dell'azienda leader in Italia per la produzione e commercializzazione di cavi energia e per telecomunicazioni. E nell'attesa di delucidazioni sui piani industriali, che tardano ad arrivare, si prosegue sulla strada della vertenza sindacale capitanata dalla Ugl Chimici. Di ieri lo sciopero con presidio davanti allo stabilimento di Borgo Piave: una adesione praticamente totale che ha sfiorato il 100% delle presenze, commenta Armando Valiani preannunciando l'avanti tutta. Ferme restando le oggettive difficoltà di mercato, conseguenti al consistente calo di ordinativi da parte dell'Enel, il sindacato contesta infatti proprio le modalità del «giro di vite» imposto dall'azienda. Solo ai lavoratori viene richiesto un sacrificio, dice Ugl, anzi solo ad una parte di questi. Non sarebbe stata applicata una equa rotazione, insomma, mentre addirittura in alcuni casi «la cassa integrazione sarebbe stata usata come arma coercitiva». Questioni che solo apparentemente attengono all'aspetto delle relazioni sindacali ma che nascono in realtà dai timori forti sul futuro stesso del sito di Borgo Piave che sin dai suoi esordi ha sempre avuto una vita piuttosto burrascosa passando anche attraverso svariati ridimensionamenti produttivi e conseguenti contrazioni dei livelli occupazionali. I numerosi avvicendamenti del management degli ultimi anni, come più volte denunciato anche da Cgil, Cisl e Uil, non hanno nel tempo favorito la costruzione di un sistema di relazioni mentre la crisi globale che ha investito il comparto ha contemporaneamente trascinato gli stabilimenti italiani della multinazionale in un forte deficit che ha finito con il mettere una seria ipoteca sulla tenuta occupazionale degli stabilimenti. Per Valiani infatti il problema sta anche, forze soprattutto, nella prospettiva. A Latina si reitera la cassa integrazione; a Battipaglia, dove insiste un altro stabilimento Nexans, viene aperta una procedura di mobilità per 20 lavoratori. E l'Enel, intanto, trasferisce all'estero le forniture di cavi per la media tensione. Insomma una situazione difficile davvero, che perpetua la sorte avversa della ex Fulrgorcavi.
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19/06/2009