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Ponza

Imprenditore scomparso,
sull'isola resta il mistero

Chi pensava che il grande afflusso di natanti giunti a Ponza per il fine settimana potesse contribuire a far emergere situazioni o fatti nuovi nella vicenda del diportista scomparso sette giorni fa è rimasto deluso.

Di Giovanni Nuzzo, 58enne titolare, con la moglie Alessandra, di un cantiere navale ad Anzio, non è venuto alla luce alcun elemento nuovo. È  vero che le ricerche affidate per quattro giorni a ben tre motovedette della locale Guardia Costiera e a un elicottero della Guardia di Finanza sono state sospese, ma nel servizio di normale pattugliamento e vigilanza in mare, predisposto dal 1° m.llo Cristoforo De Giuseppe, comandante la Locamare dell'isola, l'attenzione particolare al reperimento di dati nuovi, anche minimi, relativi alla scomparsa del titolare della barca "Pico-Pico", il 14 metri che ora si trova ancora sotto sequestro per tutti gli accertamenti del caso, è rimasto uno degli obiettivi primari del lavoro in mare della Guardia Costiera. Sull'esito delle indagini, permane il massimo riserbo di chi sta indagando. Si sa che, al momento in cui gli uomini della Locamare isolana salirono a bordo, vennero trovati documenti dell'uomo e un cellulare.
E proprio sul tabulato delle chiamate effettuate e ricevute si sta lavorando per venire a capo della situazione che ha preso le mosse martedì  mattina di una settimana fa quando, a tre miglia dall'isola, in località Secca delle Formiche, tra Ponza e Ventotene, gli uomini della Guardia Costiera salirono sulla barca che, con il motore acceso, andava alla deriva nel mare dell'arcipelago, senza nessuno a bordo.
Si trattava della stessa barca che un motopeschereccio aveva visto alle 20,30 di lunedì a un miglio dall'isola di Zannone, senza che a bordo si notasse anima viva. Questo primo particolare non fu preso in considerazione dall'equipaggio del motopeschereccio che non pensava si trattasse di una situazione di emergenza. La preoccupazione nacque e diventò subito drammatica quando lo stesso peschereccio rivide la stessa barca il martedi mattina, senza anima viva a bordo.
Nelle frenetiche ricerche sono stati sentiti quanti conoscevano o avevano rapporti con Nuzzo. Da Anzio, raggiunta telefonicamente, la moglie Alessandra declinava l'invito a riferire in merito alla vicenda, sia perché  colpita dall'emergenza della situazione, sia perché invitata dagli inquirenti a non rilasciare dichiarazioni in merito. Tra i conoscenti della famiglia Nuzzo, ad Anzio, si è appreso che l'uomo era in cura per il manifestarsi di forme depressive e che circa un anno fa c'era stato un ferimento con un coltello in un momento di grande sconforto. Dal porto romano sono giunti sull'isola anche amici del Nuzzo che, a bordo di imbarcazioni private, hanno cercato di addivenire a qualcosa di nuovo rispetto a quanto erano riusciti a fare le frenetiche ricerche portate avanti dalla Capitaneria di porto di Fiumicino, con la collaborazione di quella di Gaeta, dei carabinieri dell'isola di Ponza e della Guardia di Finanza. Ma, almeno fino a ieri, in una Ponza stracolma di turisti e natanti, di Giovanni Nuzzo neppure l'ombra.

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Orazio Ruggieri

14/06/2009

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