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Arrivederci alpini

Per il sindaco Zaccheo un grande compleanno con le 80.000 "penne nere" che hanno sfilato per la città. Presenti Fini, La Russa, Gasparri, Marrazzo, Giovanardi, Marini, Stiffoni e Bonfrisco

Alpini «Maggio 2010, arrivederci a Bergamo». Si chiude ufficialmente con questo striscione, che sancisce il passaggio di consegne con la città lombarda, la sfilata che chiude l'82° Adunata Nazionale degli Alpini. Per oltre nove ore circa 80.000 «penne nere» hanno sfilato da via Isonzo, sino a via Carturan, con il passaggio davanti alle autorità in piazza del Popolo. Una lunga sfilata, accompagnata dall'applauso della gente di Latina, che ha sancito il legame degli alpini con la città e con le proprie tradizioni. Un universo colorato dalle divise delle singole formazioni, con ogni gruppo che ha ricordato con striscioni la propria vocazione: «Il terremoto distrugge - l'alpino ricostruisce»; «da Belluno a Latina memorie comuni di genti generose»; «onoriamo i caduti aiutando i vivi».


Sono solo alcuni dei tanti visti, sotto un sole davvero estivo. Senza dimenticare: «i reduci del fronte russo, con nel cuore il ricordo dei compagni caduti», a ricordo della tragedia della campagna russa nella seconda guerra mondiale, che ha cancellato intere generazioni di giovani dai paesi di montagna, soprattutto in Piemonte. Questo ideale legame con il passato è rivissuto anche sabato sera, nei tanti cori alpini che hanno cantato nelle scuole, nei teatri, nelle chiese di Latina. Tutto esaurito al Teatro D'Annunzio, con tante persone che non sono riuscite ad entrare, dove si esibito anche il coro di Bassano del Grappa e di Latina. Sul palco anche un reduce di guerra, che ha ricordato i tanti amici non tornati in Patria.


La festa è continuata, poi, tutta la notte nelle strade di Latina, tra alcol, canti ed allegria. Poche, però, le penne nere che, nonostante tre giorni vissuti davvero intensamente, tra manifestazioni ufficiali e feste nelle piazze, hanno rinunciato alla sfilata di chiusura. Maestosi e solenni nel loro incedere cadenzato dalla fanfara, gli alpini del 2° reggimento di Cuneo, Bandiera di guerra in testa, hanno aperto la sfilata. La prima formazione, dopo la serie di gonfaloni della città, della Provincia e della Regione, oltre che dei comuni della provincia, è stata quella degli ufficiali e sottufficiali delle Truppe alpine e quindi gli alpini ‘esuli' di Zara, Fiume e Pola. Poi, via via, gli alpini delle sezioni costituite all'estero, quelle geograficamente più lontane, sino a quella di Latina, che alle 18.15 a chiuso la sfilata. Grande la partecipazione dei latinensi, che dalla strada, ma anche dai balconi, hanno applaudito il loro passaggio. Davvero ricco anche il palco delle autorità, dove si sono alternati il presidente della Camera Gianfranco Fini, il ministro della difesa Ignazio La Russa, il sottosegretario Carlo Giovannardi, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo ed i senatori Maurizio Gasparri, Franco Marini, Piergiorgio Stiffoni e Anna Cinzia Bonfrisco.


A fare gli onori di casa tutti i rappresentanti delle istituzioni locali, con in prima linea il sindaco Vincenzo Zaccheo (un aereo ha salutato con uno striscione il suo compleanno): «E' stata una grande festa di popolo -ha commentato- è scoppiata un'immediata simpatia tra gli alpini e la città». L'ammainabandiera in piazza della Libertà ha chiuso questa tre giorni di festa e ricordo, che sicuramente lascerà un segno nella vita e nella crescita della città, dando inizio ad un controesodo che terminerà solo martedi.

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Vincenzo Arma

11/05/2009

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