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Giudiziaria Bracciante indiano ucciso da un fulmine: l'imputato condannato solo per aver dato lavoro a un clandestino

Zeppieri assolto dall'accusa di omicidio

Silvia Colasanti Un ragazzo indiano era morto all'interno della serra di via dei Vigneti, in località Le Ferriere, il 7 luglio 2006, colpito da un fulmine.

Alla tragedia era seguita l'inchiesta e il proprietario dell'azienda agricola, Dario Zeppieri, era stato indagato per i reati di omicidio colposo e impiego di manodopera clandestina. Ieri mattina, presso il Tribunale di Latina, l'uomo, difeso dall'avvocato Giuseppe Poscia, è stato assolto dall'accusa di omicidio colposo e condannato a tre mesi di reclusione per il secondo capo di imputazione. Dovrà anche pagare una multa di tremila euro. L'abbreviato si è svolto davanti al giudice Tiziana Coccoluto. Il pubblico ministero Vincenzo Saveriano, che aveva svolto le indagini, ha chiesto per l'omicidio colposo il non luogo a procedere, mentre per l'impiego di manodopera clandestina tre mesi di reclusione. A perdere la vita, mentre raccoglieva pomodori, era stato Kulwant Singh, un ragazzo che abitava a Lanuvio. Poco dopo le dieci un fulmine lo colpisce in pieno. Immediato l'allarme al 118, ma gli operatori sanitari non possono far altro che constatare il decesso. Altri due stranieri vengono colpiti e riportano gravi ustioni, ma se la caveranno.

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22/04/2009










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