Francesca Balestrieri Antonio Coletti è un giovane giornalista di Roma, in cerca dello scoop che potrà dare una svolta alla sua carriera. L'occasione arriva quando il caposervizio gli affida un incarico molto delicato: uno dei «massacratori del litorale» è ancora vivo e si nasconde in un paesino del centro Italia, «Vallecupa», in una comunità di recupero chiamata «L'esempio». Ma dopo anni di silenzio il mostro torna ad uccidere ancora. Ed è proprio questo il titolo del libro liberamente ispirato al massacro del Circeo di Yari Selvetella, scrittore 33enne che, in un racconto di fantasia, racchiude la storia dei tre assassini in un'unica persona, Angelo Righi. L'autore parte da una domanda: e se uno degli assassini fosse ancora vivo e si nascondesse sotto falso nome in una comunità di recupero in un paesino sperduto del centro Italia? Abbiamo intervistato l'autore del libro.
Yari, lei pensa che uno dei massacratori del Circeo sia ancora latitante?
Non si può rispondere sì, ma neanche escluderlo. Siamo abituati a confondere il vero e il verosimile, io cerco di dare un'altra visione dei fatti, anche se il mio personaggio è completamente inventato. Angelo Righi sembra cambiato, in realtà leggendo il libro si scopre che il lato oscuro dell'anima umana spesso prende il sopravvento ed è più facile assecondarlo che combatterlo. «Uccidere ancora» è l'idea di una catena che continua e che è impossibile fermare. Anche il protagonista, il giovane cronista Antonio Coletti, subisce un'evoluzione negativa, il male di quella «Vallecupa» in cui si ritrova lo contagia e diventa parte di sé. A volte è più facile adeguarsi ad una verità presunta che scavare e porsi al servizio della realtà.
Che cosa ha significato per lei scrivere questo libro?
Mi ha insegnato tante cose, forse l'elemento più duro da accettare è questo buco nero di violenza, del poco valore che si da alla vita, e che questi ragazzi hanno dato alla vita di quelle giovani donne (e probabilmente anche di altre). La prepotenza per la prepotenza. Latina è stata sede di un processo che è stata una sorta di lavacro socio – politico del maschilismo. In quell'aula ci si è interrogati anche sul ruolo della donna. Le ragioni delle vittime vengono in un certo senso azzerate e si da ragione ai massacratori.
Chi è Angelo Righi?
E' la somma dei tre massacratori, una sintesi simbolica: da un parte l'ingiustizia e l'inganno dall'altra la paura e in un certo senso la certezza che l'incubo non si finito, come poi nel libro (e anche nella realtà con l'omicidio delle due Maiorano) accade davvero.
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30/03/2009