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Sono più chiari i contorni in merito alle incertezze sul futuro della «Unilever» di Cisterna, società che opera nel comparto alimentare con la produzione, tra l'altro, di prodotti come il noto «Quattro salti in padella».
È il segretario della Flai-Cgil di Latina, Giovanni Gioia, a confermare che il piano industriale presentato dal gruppo anglo-olandese, che occupa circa quaranta persone in Italia (tra fissi e stagionali), non prevede investimenti solo per il sito di Cisterna. «Per la realtà di Cisterna - afferma Gioia - che è l'area dei surgelati, non è stato previsto alcun tipo di intervento, rendendo in questo modo incerto il futuro di questa realtà. In questi giorni l'azienda ha anche annunciato la conclusione nel sito di Cisterna, e per ora il non rinnovo, di tutti i contratti a termine in essere (circa 130 lavoratori). «A questo punto - dice il segretario nazionale della Flai-Cgil, Antonio Mattioli - è inderogabile l'avvio di verifiche specifiche nei singoli siti, finalizzate a definire la strategia sui prodotti, sui marchi e sull'organizzazione del lavoro. Non escludiamo la proclamazione di iniziative di mobilitazione per sostenere la necessità di investire su innovazione, sul sostegno dei marchi e sulla tutela dell'occupazione».
Oltre a Cisterna, gli altri due stabilimenti italiani della Unilever si trovano a Caivano (dove si producono alimenti col marchio Algida) e a Sanguinetto (dove si producono alimenti col marchio Santa Rosa).
26/02/2009
I focus sulle province laziali dedicati ai grandi temi: sanità, lavoro, infrastrutture