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Erano nascoste in un casolare abbandonato a Campoverde e nella stanza da letto di un cisternese

Tre pistole e un «giallo»
Aprilia Una era munita di silenziatore ed era pronta a sparare

M.Grazia Di Blasio
APRILIA Tre pistole, di cui una munita di silenziatore e con il colpo in canna. Erano nascoste in un casolare abbandonato di Campoverde e nella stanza da letto di un 35enne di Cisterna. Le hanno ritrovate i carabinieri della compagnia di Aprilia, durante uno di quei servizi burocraticamente definiti di «prevenzione e controllo» ma il cui scopo - ha spiegato il maggiore Luca Nuzzo - grazie ad un lavoro sincrono tra militari a terra ed elicottero dal'alto, coordinati dalle centrali operative di Latina e Aprilia, ha «fotografato» la realtà territoriale apriliana dando diversi spunti investigativi.

Le prime due armi, una Beretta ed una Sig Sauer, sono state trovate dai carabinieri della stazione di Campoverde, al comando del maresciallo Maione, in un casolare diroccato, di proprietà di un pregiudicato locale, S.V., 25 anni. Uno delle due aveva montato un silenziatore «artigianale» ma perfettamente funzionante ed il colpo in canna. L'uomo, trovato in possesso anche di una Bmw rubata un mese fa a Roma, è stato arrestato per detenzione illegale di armi clandestine. L'altra pistola, sempre calibro 7,65 è stata invece ritrovata dai carabinieri della stazione di Cisterna, diretti dal luogotenente Cipolla, in casa di un 35enne, nascosta nell'armadio della sua camera da letto, insieme ad una dose di cocaina. Le armi saranno ora esaminate dal Ris per capire se e quando hanno sparato mentre gli investigatori dell'Arma tentano ipotesi sulla presenza delle pistole nelle mani dei due uomini. In particolare quella con il silenziatore lascia spazio a teoremi investigativi preoccupanti. S.V. ha alle spalle precedenti per furti e spaccio ma non viene descritto dai carabinieri come un personaggio di «peso» nell'ambito della criminalità locale. Il 35enne di Cisterna sarebbe invece incensurato. Si tratta allora di manovalanza criminale che ha deciso di fare il salto di qualità o semplicemente di «custodi» che detenevano le armi per conto di altri? A queste domande dovranno dare risposta gli investigatori dell'Arma.

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20/02/2009










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