Sei macchine in sette giorni: è un'escalation preoccupante. È mezzanotte quando in via Valle d'Aosta, una traversa del lungomare, si sprigiona il solito fuoco, che ormai è difficile considerare naturale.
L'attentato (perché di questo si tratta) è rivolto alla 36enne F.P., d'origine campana, cognata di un agente immobiliare, che ha avuto un precedente giudiziario nel lontano passato. Quando i vigili del fuoco sono arrivati sul posto hanno trovato che un unico falò avvolgeva la Fiat 500 e la Rover 45 della 60enne I.F., da pochi giorni nella casa estiva di Terracina assieme al marito. Quest'ultima, mentre vedeva il festival di Sanremo alla tv, avrebbe sentito dei passi. Pensando che fossero dei ladri, si è affacciata alla finestra, ma non ha notato nessuno. C'era solo il fumo, quello dell'incendio in atto. Da lei è partito l'allarme. Dopo tre quarti d'ora i pompieri hanno completato la loro opera di spegnimento. La 500, ridotta a un ammasso di plastica liquefatta e di lamiere bruciacchiate, era solo da rottamare. L'altra utilitaria aveva riportato notevoli danni al vano portabagagli e allo sportello posteriore. Quasi compromesso l'uso. Solita ora, tante le macchine coinvolte dall'inizio dell'anno: troppo le coincidenze, per non pensare a un dolo. I carabinieri indagano. Pare che, questa volta, sia stato trovato qualcosa utile a risalire agli attentatori. Non è dato sapere esattamente di cosa si tratta, ma, rispetto agli ultimi casi, una novità c'è. Si spera che possa portare da qualche parte, in modo da interrompere la catena di roghi notturni, che è tornata ad «illuminare» lugubramente le notti terracinesi. «Usano una tecnica ormai affinata» dice un vigile del fuoco.
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20/02/2009