Ieri mattina, presso il Tribunale di Latina, si è concluso il rito abbreviato. Il pubblico ministero Raffaella De Pasquale, dopo aver ricostruito la vicenda, ha chiesto 18 anni di reclusione. Gli avvocati difensori Angelo Palmieri e Sinuhe Luccone, hanno sostenuto la totale infermità della loro assistita - alla quale è stato concesso di recarsi regolarmente al Centro di igiene mentale - come riconosciuto nella consulenza di parte, del dott. Fabrizio Parisella. Il consulente del pubblico ministero, il dott. Lino Carfagna, invece, aveva riconosciuto la semi infermità della donna. Gli avvocati hanno, inoltre, chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche e la provocazione.
Secondo i difensori, infatti, la rocchigiana avrebbe ucciso la madre, esasperata dalla sua aggressività, dovuta probabilmente ai problemi psichiatrici di cui soffriva da tempo.
Dopo una lunga discussione e dopo alcune ore di camera di consiglio, il gup ha letto la sentenza.
Il giudice Cario avrebbe riconosciuto le attenunati generiche e concesso la riduzione della pena per il rito alternativo. Le motivazioni saranno depositate entro novanta giorni.
Dopo la lettura della sentenza gli avvocati hanno preannunciato il ricorso in appello.
Filomena Foglietta resta agli arresti domiciliari, concessi dalla Corte di Cassazione, dopo il ricorso presentato dagli avvocati difensori. Il Riesame, infatti, in prima battuta aveva rifiutato la richiesta di una misura meno afflittiva.
La Corte di Cassazione aveva rinviato il caso al Tribunale della Libertà che, dopo averlo analizzato di nuovo, aveva concesso i domiciliari.
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31/01/2009