«È stato ormai avviato un percorso unitario per la costituente del Pdl a livello nazionale - ha ricordato l'on. Mussolini - mi auguro che lo stesso clima si possa respirare anche nel territorio pontino». Giunta a Latina senza scorta, ma accompagnata dal dal segretario provinciale di As, Giuseppe Mazzocchi, e dai «delegati» Paolo Pastore e Giuseppe Ionta, il presidente della Commissione parlamentare per l'Infanzia ha chiesto esplicitamente un assessorato, qualora il centro-destra rivinca le elezioni provinciali di giugno. «Fino ad oggi c'è stato un riconoscimento relativo - ha proseguito la Mussolini - la delega che ci è stata data è una "diminutio" del nostro ruolo. Chiediamo come minimo un assessorato». Sulla ricandidatura di Cusani, la Mussolini non pone obiezioni, ma raccomanda al presidente «di mantenere i rapporti anche con le forze minori del Pdl». Proprio in questi giorni la leader di As, ha aderito all'associazione di Rotondi e Caldoro. «Vogliamo far sentire la nostra voce all'interno del partito unico - ha aggiunto la Mussolini - anche le piccole forze hanno il diritto di esistere e portare il loro contributo nel Pdl». In consiglio provinciale alla Mussolini è andato tutto liscio. All'ordine del giorno c'era la proposta di decadenza dalla carica di consigliere. A chiederla era stata Lilly D'Ottavi, prima dei non eletti della lista di Alternativa Sociale nelle elezioni del 2004. L'assise ha votato contro questa richiesta. La maggioranza si è dimostrata compatta, rigettando l'istanza contro la Mussolini. L'opposizione di centro-sinistra ha preferito abbandonare l'aula, ritenendo inutile il voto. A favore dell'esclusione del parlamentare di As, ha votato il consigliere di Provincia Condivisa, Giuseppe Maselli. Il presidente Cusani ha avuto parole eleganti nei confronti del parlamentare. «È motivo d'orgoglio aver avuto Alessandra Mussolini come avversaria alle provinciali di 5 anni fa - ha dichiarato Cusani - questa consiliatura ha arricchito il proprio prestigio con lei. La richiesta di decadenza da consigliere non può essere accolta, per il semplice fatto che manca il requisito della consecutività nelle assenze nei vari consigli (5 volte di seguito, ndr)». A difendere le ragioni della leader di Azione Sociale è intervenuto anche il consigliere Paolo Graziano. Da parte sua la Mussolini, ha spiegato che se avesse lasciato l'incarico, avrebbe permesso «l'entrata di un esponente della Lega Nord». Una posizione contestata da Lilly D'Ottavi. «Voglio ricordare che Alessandra al Parlamento europeo ha lasciato il posto ad un deputato di Forza Nuova» ha ricordato la D'Ottavi, da qualche mese entrata nella Lega. La candidata esclusa dal consiglio potrebbe decidere per un ricorso al Tar contro l'esito della delibera consiliare.
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10/01/2009