L'opera consentirebbe all'amministrazione comunale non solo di ampliare l'attuale area portuale, senza peraltro stravolgerla, ma darebbe la possibilità di realizzare quelle opere a terra oggi mancanti e senza le quali il porto di San Felice Circeo, resterebbe di fatto una «creatura virtuale» che non ha numeri e caratteristiche per essere incluso tra i porti italiani. Sui lavori del V lotto si è innestata peraltro negli ultimi anni l'ennesima battaglia giudiziaria che ha visto contrapporsi da una parte il Comune, deciso a farsi direttamente carico dell'opera e degli interventi previsti, e dall'altra la Cooperativa «Circeo 1» che da oltre trent'anni gestisce il porto e che ritiene altrettanto «naturale» preoccuparsi del suo completamento, forte anche dell'ordinanza ad essa favorevole emessa circa un anno fa dal Tar e contro la quale il consiglio comunale aveva deciso di ricorrere al Consiglio di Stato. Resta il fatto che il porto di San Felice, mancando di strutture a terra, a partire da quelli abitualmente adibiti all'accoglienza dei diportisti, resta oggi fondamentalmente un mega-parcheggio per circa 400 imbarcazioni stipate l'una accanto all'altra e che respinge, per l'assoluta assenza degli elementari i servizi, chi vorrebbe sostarvi per qualche giorno.
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08/01/2009