Non ci sono certezze sulle alleanze politiche, nonostante il dibattito interno sul tema, sia iniziato da diverso tempo. Più delinata la situazione sul fronte del candidato-presidente. La lotta appare ristretta a due nomi: Loreto Bevilacqua e Domenico Guidi. Ovvero il segretario provinciale ed il capogruppo a via Costa. Il primo appare decisamente favorito, in virtù del ruolo e della sua collocazione più centrista. Ad ogni modo il quadro è destinato a diventare più chiaro entro un pasio di settimane. Sembra quasi imminente la convocazione della direzione provinciale. La settimana prossima verrà avviato un ciclo d'incontri con i partiti del centro-sinistra. Un tavolo di trattative verrà messo in piedi con l' IdV, la sinistra radicale e l'Udc. Con lo scudocrociato il Pd tenterà di aprire un confronto. Le probabilità di un'intesa appaiono però decisamente basse. La composizione dell'alleanza potrebbe senza dubbio influire sulla scelta del candidato presidente. Un accordo con IdV, Rinfondazione e Verdi, ridarebbe peso all'opzione Guidi, più ben visto dalla sinistra tradizionale e dai «dipietristi». Lo stesso De Amicis in tempi non sospetti aveva espresso simpatie per il capogruppo del Pd in Provincia. Proprio il segretario provinciale dell'Italia dei Valori, ieri in una nota ha lanciato la proposta di «una discussione con i partiti del centro-sinistra, su temi come la giustizia sociale, tentando di trovare una linea organica finalizzata al riordino dell'economia e delle istituzioni». Nel Pd resta comunque aperto il versante dei contrasti interni. Sono due consiglieri comunali latinensi, i maggiori critici del vertice. Mauro Anzalone ha recentemente chiesto una sterzata verso IdV e Udc, evidenziando il proprio malumore per i ritardi nelle scelte politiche. Ma l'attacco principale è stato mosso da Alessandro Aielli, molto duro sul sistema di democrazia interno. «Poiché non ci risulta che si siano tenute al riguardo riunioni ufficiali, occorre una riunione di Direzione, nella quale il Segretario esprima chiaramente le ragioni dell'ampliamento dovute all'esigenza di aprire una nuova fase di maggiore confronto all'interno del partito -ha affermato Aielli in una recente nota- non si può non constatare che la politica condotta dalla nascita del Pd non ha dato buoni risultati. Poniamo tra i punti fermi della nostra azione politica: l'esclusione dei doppi incarichi nella scelta delle candidature nei collegi ed alla Presidenza e le primarie per la scelta del candidato alla Presidenza, così come inderogabilmente indicato nel nostro Statuto». Un ruolo fondamentale fra le varie anime del partito, potrebbe esercitarlo Maurizio Mansutti, capogruppo consiliare a Latina del Pd, e tra i pochi in grado di affrontare diplomaticamente le questioni interne.
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07/01/2009