«Non è una emergenza - ha risposto il questore Nicolò D'Angelo ad una domanda sul caso Fondi - ma più una presa di coscienza.
Non si tratta di un vero e proprio radicamento del territorio, inteso come gestione militare, ma di alcune famiglie che da anni vivono nel sud pontino e hanno spostato lì i propri traffici. Il grado delle infiltrazioni sarà noto solo tra qualche anno, per il momento l'importante è continuare ad investigare, a lavorare, come abbiamo fatto fino ad ora».
Eppure, anche se la situazione non viene considerata preoccupante, dalla relazione presentata dalla stessa questura ai giornalisti, emerge una rinnovata attenzione in questo senso, dopo aver approfondito il monitoraggio delle aree della provincia a rischio di penetrazione della criminalità organizzata.
La relazione spiega come la posizione geografica del territorio provinciale, ma anche l'applicazione eccessiva e poco lungimirante dei soggiorni obbligati per alcuni esponenti dei clan camorristici, ha comportato il radicamento di famiglie malavitose di origine campana, calabrese e siciliana. Vero è che la squadra Mobile e la sezione criminalità organizzata ha di recente avviato un'intensa attività di investigazione volta al contrasto dell'infiltrazione di sodalizi di stampo mafioso, anche attraverso misure di prevenzioni personali e patrimoniali.
Fatto sta che quello che, prima dalle forze dell'ordine, e da altre parti, era stato avvertito come un rischio, ora pare sia realtà in alcune zone della provincia.
I risultati raggiunti nel 2008, almeno stando al numero dei reati commessi e al numero degli arresti effettuati, sono sicuramente positivi. Sono diminuite le rapine (erano 260 nel 2007, sono state 245 nel 2008), i furti (11291 nel 2007, 10076 nel 2008), i casi di ricettazione (283 nel 2007, 249 nel 2008) e i reati relativi agli stupefacenti (307 nel 2007, 218 nel 2008). Aumentano, invece, i casi di estorsione (da 45 a 56), gli omicidi (da 5 a 6) e le violenze sessuali (da 46 a 47). Caso da considerare a parte sicuramente l'usura.
I casi denunciati erano 6 nel 2007, e sono stati 5 nel 2008.
«Un dato preoccupante - ha commentato il questore - perché c'è un alto tasso di usura ma pochissime denunce. Si tratta di una dato nazionale, certamente, ma è un freno alla nostra attività».
«Al di là delle statistiche de IlSole24Ore, considero il 2008 un anno tutto sommato positivo. La provincia registra un calo dei reati, e dall'altra parte un aumento dell'attività repressiva. Abbiamo avuto dei problemi all'interno - ha detto poi riferendosi al caso del medico della questura Carlo Del Pero - ma non è stata una sorpresa per noi. Eravamo a conoscenza della situazione e abbiamo collaborato alle indagini. Può succedere, l'importante è che siamo stati capaci di fare pulizia al nostro interno».
Non è mancato un riferimento alle baby gang. Per combattere il fenomeno non solo l'azione repressiva, ma anche il contatto costante della questura con le scuole.
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06/01/2009